Rick Springfield
The Snake King

2018, Frontiers Music
Blues Rock

Recensione di Marilena Ferranti - Pubblicata in data: 23/01/18

Può darsi che in molti abbiano solo memorie sbiadite di una hit come "Jessie's Girl", ma Rick Springfield è stato e rimane uno dei più talentuosi artisti (cantante, chitarrista, attore, scrittore) della sua generazione. Vincere un Grammy e recitare con Meryl Streep non sono traguardi da tutti, soprattutto se rischi improvvisamente di pubbllicare un album che al primo ascolto i fans faticheranno a relazionare con il proprio idolo.
 
 
"The Snake King", in uscita il 26 gennaio via Frontiers Music, è una sorta di viaggio nella disperazione di un uomo che ha più volte tentato di togliersi la vita ma che suona grato, brindando alla sua sorte. La sua ispirazione è sicuramente quel blues di Chicago che ascoltava da ragazzino e la sua sorprendente abilità espressiva con la chitarra è un tributo ai suoi idoli di sempre come Keith Richards, Eric Clapton e Jimmy Page. Già negli ultimi due anni ai suoi concerti era stato possibile godersi questa virata stilistica grazie all'inclusione nelle sue setlist di molti classici del repertorio... evidentemente il ragazzo ci ha preso gusto.
 
 
Aspettatevi atmosfere fumose che sanno di verande ventose al tramonto, strade sterrate e tramonti affogati in un bicchiere di whiskey. Fin dall'attacco di "In The Land Of The Blind" si assaporano tutti i toni caldi e le melodie tipiche del genere, con un mood rilassato che sembra stonare con la rabbia e la tristezza delle lyrics. Appena attacca "The Devil That You Know" viene il dubbio che Springfield abbia passato più di qualche sera a bere Pampero con Santana nei peggiori bar di Città del Messico... decisamente più swing, un pianoforte irriverente e una voce super sexy che non stancano certo al primo ascolto. "Little Demon" è la dimostrazione che i cowboys non passano mai di moda, bellissimo l'intro chitarra e fiati, un voce che si fa più roca e aggressiva accompagnata da un arpeggio di classe. "Judas Tree" è il più standard degli standard blues, "Jesus Was A Atheist" apre le porte al country con un'irriverenza e un mood super coinvolgenti, e un tamburello che segna gli accenti mentre inevitabilmente parte il piede che batte e sale la voglia di sigaro e saloon. La title track è un tripudio di steel guitar, con un bel ritornello che convince, ma particolare dettaglio è il testo, così come in altre occasioni su quest'album, a rendere d'impatto la canzone:
 

"I wanna leave a snake skin
I wanna be a bad thing
I got a jelly roll with alcohol and vicodin
But if you're tryin' to find salvation
I'm not your destination"
 

Tutti i pezzi suonano come un manifesto del malessere superato (si spera) di un uomo sempre sul sottilissimo filo tra la vita e la morte, mai in pace coi suoi demoni. Molto orecchiabile "God Do Not Care" che riaccende la evidente e sprezzante avversione nei confronti di Dio da parte di un uomo che ormai non crede più in niente:
 

 

"But when life went against him
And his little world turned to shit
He'd take that crucifix and
play god for a little bit

But god don't care"

 
E che dire di "Suicide Manifesto", che alza il tiro e il mood, rendendo quasi inascoltabili le parole che Rick grida con rabbia mentre sul finire deflagra un tuono e la musica si perde nella pioggia. 
 
 
"I used to be a fighter
Now I'm just a victim of the ebb and flow
Lookin' forward to the silence
When I cut my radio
As I kneel down broken on the floor"
 

L'album è pieno di questi rumori ambientali, come le voci della folla, elicotteri, animali... come un racconto in presa diretta, capitoli e pagine della vita di un uomo senza religione...

 

"God doesn't give you what you want
Only what you need
I think that's pretty dubious
to say the very least
So I tell him that the 13 million
kids there in the middle east"

 

...ma che ha votato se stesso solo alla libertà di espressione.





01. In The Land Of The Blind
02. The Devil That You Know
03. Little Demon
04. Judas Tree
05. Jesus Was An Atheist
06. The Snake King
07. God Don't Care
08. The Voodoo House
09. Suicide Manifesto
10. Blues For The Disillusioned
11. Santa Is An Anagram
12. Orpheus In The Underworld

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