Rhapsody Of Fire
The Eighth Mountain

2019, AFM Records
Symphonic/Power Metal

Recensione di Federico Falcone - Pubblicata in data: 11/03/19

Chiariamolo subito: chi pensava che i Rhapsody Of FireAlex Straropoli fossero in crisi dovrà ricredersi. Il perché è molto semplice: questo "The Eighth Mountain" è davvero un album coi fiocchi. Ma andiamo con ordine.

 

L'abbandono, due anni fa circa, di Fabio Lione e Alex Hozwarth, unito a quello precedente di Luca Turilli, aveva gettato sul gruppo italiano una serie di ombre e dubbi che sembravano fossero l'anticamera del tramonto sulla band. Uscite di scena eccellenti, certamente, dal peso notevole sia in ambito qualitativo che di personalità. Ma Straropoli non si è dato per vinto e così, tirata su una nuova line up (Giacomo Voli alla voce, Roberto De Micheli alla chitarra, Alessandro Sala al basso e Manuel Lotter alla batteria) è entrato in sala di registrazione con le idee ben chiare e con la determinazione giusta per dare alle stampe un full-length di tutto rispetto. E, in queste dodici tracce, la prima impressione che si ha è esattamente questa: i Rhapsody Of Fire del 2019 sanno perfettamente cosa vogliono e come lo vogliono. Scusate, ma questo non è affatto poco.

 

"Abyss of Pain" e "Seven Heroic Deeds" e "Master of Peace", primi tre brani dell'album, dettano subito la scia da seguire con i loro riff sparati, incandescenti e mozzafiato. Una sezione ritmica dalla potenza e dinamicità incredibile e un vocalist, Giacomo Voli, che non mira a fare il clone di Lione ma a ritagliarsi uno spazio preciso e fondamentale all'interno della band. Tre pezzi, dicevamo, che strizzano l'occhio al passato più glorioso dei ROF, a quei due capolavori chiamati "Legendary Tales"e "Symphony Of Enchanted Lands". Cori epici, ritornelli accattivanti e ritmi sostenuti sono la forza di questo pattern e fin dal primo ascolto ciò risulta evidente. "Warrior Heart", semi ballad dalle tinte folk-medievaleggianti e "The Courage To Forgive" sono brani perfetti per un certo tipo cinema fantasy, tematica da sempre al centro dell'attenzione di Straropoli. Tutto l'intero album prosegue su questa scia e non vi sono particolare cali d'intensità, complice una composizione della tracklist ben bilanciata che non lascia spazio a momenti di stanca. Chiudono il disco "The Wind, The Rain and The Moon" e "Tale Of A Hero's Fate", tracce che molte band sognerebbero di avere nella propria discografia.

 

"The Eighth Mountain" segna, dunque, un nuovo capitolo nella storia dei Rhapsody Of Fire e di Alex Straropoli in particolare, il primo a credere nel prosieguo del progetto, determinato più che mai a estrarre un coniglio dal cilindro. Un album che guarda al passato, certamente, ma che getta le basi per un futuro roseo. Qualità ed esperienza non mancano e, dopo aver ascoltato e riascoltato questo disco, possiamo dire lo stesso per il talento. Un caloroso bentornati agli alfieri del symphonic-power metal italiano. Ne avevamo davvero bisogno!





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