American Football
American Football

1999, Indipendente
Midwest-Emo/Math-Rock

Il primo album in studio degli American Football è un'opera malinconica e delicata, capace di ispirare schiere di band successive
Recensione di Dario Fabbri - Pubblicata in data: 22/03/20

 "Don't leave home again

If empathy takes energy

'Cause everyone feels just like you"

 

Prima che col termine emo, nell'accezione più comune, ci si riferisse a band come i My Chemical Romance, i primissimi Fall Out Boy o i Panic! At The Disco, erano ben altri i nomi accostati a questo genere. Verso la fine degli anni '90 negli Stati Uniti prende vita una corrente alternative detta midwest-emo, che attinge a piene mani dalle sonorità indie-rock e dalle articolate strutture del math-rock. Sono gli American Football di Mike Kinsella, un gruppo di tre amici che hanno appena terminato il college, l'emblema di questo sottogenere: in particolare, il loro primo e omonimo album in studio, "American Football", rappresenta un punto di riferimento per il neonato midwest-emo, e, a lungo termine, anche per l'ondata emo successiva, che ne conserva, tuttavia, ben pochi elementi.

 

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All'ascolto, una prima caratteristica che non può passare inosservata è una forte sensazione di malinconia di fondo, trasmessa tanto dalle parole pronunciate da Kinsella quanto dagli strumenti magistralmente suonati e legati tra di loro. Non meno rilevanti sono i cambi di tempo, che si alternano tra pari e dispari, e che fanno da tappeto a testi non particolarmente espliciti, ma estramente evocativi. Già l'opener "Never Meant" fa intendere perfettamente che questo non sarà il classico disco emo che strizza l'occhio al pop-punk tanto in voga al momento, ma qualcosa di molto diverso e inaspettato, basti pensare che "Never Meant" è di gran lunga la traccia più omogenea e easy listening del disco. Dopo questo antipasto degno di nota, l'album entra nel vivo con due tracce dalla qualità altissima: "The Summer Ends" e "Honestly?", caratterizzate da arpeggi di chitarra raffinatissimi, la voce di Kinsella delicata al punto giusto, i già menzionati cambi di tempo e gli arrangiamenti che producono costantemente atmosfere magnifiche: è inevitabile venire catapultati e intrappolati in questo turbinio di parole e suoni, dalla magia malinconica degli American Football. Finisce l'estate, svanisce l'adolescenza: questa è la semplice ma efficace metafora che i tre evocano ("honestly I can't remember teen dreams, all my feelings and the meanings"), racchiudono con queste parole il pessimismo di molti individui che, terminati gli anni spensierati del liceo, devono iniziare a pensare a un futuro che spesso appare indefinito e meno gioioso rispetto agli anni appena lasciati alle spalle. In questo quadro ben poco luminoso, si inserisce la strumentale "You Know I Should Be Leaving Soon", l'ennesima riprova del particolare gusto musicale della band americana, e che fa da preludio alla buia "But The Regrets Are Killing Me", con la quale entra in gioco l'elemento dei risentimenti a gamba tesa, senza preavviso ("standing alone again, distant and dissatisfied"). Il pessimismo è ora avvolgente in ogni singolo elemento, e anche la successiva "I'll See You When We're Both Not So Emotional" conferma questa tendenza in modo forte, trattando ora il tema di una coppia che non riesce più a parlarsi perché entrambi sono troppo emotivi, fragili e con forti risentimenti.

 

Prima della conclusione con l'altra strumentale "The One With The Wurlitzer", i tre musicisti trovano una possibile soluzione a questo stato d'angoscia perenne nella lunga "Stay Home", il cui evocativo arpeggio iniziale è una lezione di classe ed eleganza, per non parlare del lavoro estremamente minuzioso di Lamos alla batteria. Il concetto di fondo è ancora una volta semplice, un invito a rimanere a casa. Può rivelarsi utile passare il proprio tempo a casa e cercare di ritrovare sé stessi quando tutto sembra andare per il verso sbagliato e la fine pare lontana, irraggiungibile. 
Pochi mesi dopo la release del disco, gli American Football si sono sciolti, per poi tornare in scena solo nel 2016 come band che ha ispirato una generazione di nuovi gruppi, solo con un album all'attivo. Restate a casa, magari ascoltando proprio questo disco sorprendente.

 





01. Never Meant

02. The Summer Ends

03. Honestly?

04. For Sure

05. You Know I Should Be Leaving Soon

06. But The Regrets Are Killing Me

07. I'll See You When We're Both Not So Emotional 

08. Stay Home

09. The One With The Wurlitzer 

 

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