Raw In Sect
Kitro

2018, Secta Records
Progressive Rock

Recensione di Paolo Stegani - Pubblicata in data: 19/09/18

Fra epopea antica e moderna rievocazione, atmosfere e sensazioni d'altre terre: il presente ed il futuro dei Raw In Sect è totalmente immerso nelle acque del Mediterraneo. Chi volesse fare un tuffo non deve far altro che seguire le impronte sonore che la band ellenica sta lasciando sul suolo del progressive.

 

Il nuovo lavoro "Kitro" traccia un sentiero pieno di curve che rimane però fedele alla meta, ovvero una rappresentazione sognante ma realistica di quello che per tutti la Grecia rappresenta: magnificenza e leggenda. Da godere senza interruzioni, colpisce come in 12 tracce trovino spazio tante sfumature, tutte marchiate a fuoco dal sound per nulla pretenzioso della band. Un cambio di direzione netto dalle iniziali e più classiche schitarrate metal, che non mancherà di stupire chi li ha scoperti e apprezzati già tempo fa. Ogni brano vuol essere autonomo, una pagina indipendente all'interno di un libro più ampio. Ogni titolo una sola parola. L'apertura è meritatamente affidata a "Therion" il cui merito maggiore è quello di incuriosire non poco su quello che si ascolterà successivamente. Il tema è e rimane uno solo, il filo nascosto che lega i brani anche, ma gli arrangiamenti non si accontentano di rimanere statici e prevedibili, rendendo il risultato finale più variegato di quanto non darebbe lecito aspettarsi.


Ecco infatti alla posizione numero tre della tracklist "Karnavali", con un piglio grunge presto stravolto da una melodia vocale epicizzante. Non si trova alcun rallentamento di ritmo o di intenti: "Phrygia" e la conclusiva "Fortuna" sono infatti le uniche dallo spirito meno aggressivo, nonchè necessari momenti di calma per non strafare. Saranno i cori, o il tappeto sonoro senza toppe, sta di fatto che da "Kitro" emerge un'onda continua di ottima musica inebriante e sognante. La stessa title-track vanta il ritornello meglio costruito e più accattivante, in un perfetto connubio di melodie vocali principali e secondarie. Le influenze sono tante, e paradossalmente quella meno presente è proprio quella del rock pesante cui ci avevano abituato. Si trovano infatti più folk, più ritmi celtici, più incisi di chitarra spagnoleggianti di quanti non ce ne siano mai stati nei loro due precedenti lavori in studio.

 

Il passo compiuto dalla band greca non è solo coraggioso ma lungo e deciso, nonché evidentemente voluto al fine di caratterizzarsi tagliando i troppo stretti lacci metal che li stringevano. E quale miglior singolo di "Arena" per tornare sulla piazza, e mettere subito la situazione ben in chiaro? Potranno respirare, e farsi forse posto in un genere non propriamente da hit parade, che per questo non molti ascoltatori esplorano, ma che piace a chiunque non si accontenti del solito mainstream. La difficoltà non consisteva soltanto nello stupire positivamente, ma nell'essere capaci di farlo per 12 tracce consecutive. Missione compiuta, a pieno.

 

Non convincerà tutti (quale album lo fa!), in particolar modo chi comprensibilmente si sarebbe aspettato tutt'altro, ma le strade sono due: smettere di seguire il progetto o approcciarsi a questa loro nuova veste. I Raw In Sect, dal canto loro, a giudicare dalla convinzione che traspare da "Kitro", di strada sembrano già averne scelta una. Troppo poco battuta, ingiustamente sottovalutata. Chapeau.





01. Astro
02. Therion
03. Arena
04. Karnavali
05. Kitro
06. Lycanthropy
07. Argonautes
08. Trauma
09. Parapono
10. Phrygia
11. Gramma
12. Fortuna

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