Jon Schaffer's Purgatory
Purgatory [EP]

2018, Century Media Records
Heavy Metal

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 23/12/18

Quando Jon Schaffer scelse di battezzare la propria band Iced Earth, adempiendo al volere dell'amico prematuramente scomparso Bill Blackmon, il precedente moniker Purgatory venne chiuso definitivamente in soffitta. Tuttavia, come spesso accade, le sorprese si nascondono dietro l'angolo e, specialmente al ridosso del Natale, le visite inattese assumono un significato particolare: il compositore dell'Indiana, infatti, chiama a raccolta i compagni d'arme di allora, ovvero il singer Gene Adam e il secondo chitarrista Bill Owen, resuscita il gruppo e, dulcis in fundo, registra un EP omonimo, "Purgatory", contenente una traccia nuova di zecca e quattro brani tratti dai tre demo pubblicati dal 1985 al 1986. Se appare pleonastico mettere l'accento su una produzione limpida ed elegante, in grado di conferire lustro e qualità d'ascolto ai vecchi pezzi, lo è meno apprezzare la buona prova vocale del frontman: pur ricorrendo, infatti, a un fastidioso falsetto durante gli acuti, il cantante mostra, rispetto alla pessima prestazione delle incisioni originali, discreti miglioramenti dal punto di vista tecnico-espressivo.
 
 
In un lotto che, narrativamente, genererà scroscianti applausi tra gli amanti dei serial killer cinematografici, un accenno alla futura direzione stilistica del combo scaturisce subito dall'inedita "In Your Dreams": benché l'articolato songwriting rimandi, in parte, alle ridondanze degli ultimi Iced Earth, il tentativo di conciliare l'heavy metal tradizionale a un approccio melodico più spigliato e oscuro rivela la stuzzicante influenza di Angel Witch e King Diamond. Un modo per rendere musicalmente omogeneo il disco, certo, ma anche il desiderio del mastermind statunitense di legare passato e presente nell'ottica di un'auspicabile prosecuzione del progetto. 
 
 
Medesimo discorso per "Dracula": l'atmosfera melodrammatica della pista accompagna l'astante in un viaggio schizofrenico che, nell'arco dei sei minuti di esecuzione, alterna morbide sezioni dall'afflato gotico a pesanti stacchi in power chord. E mentre "Jason's Mind", con quel tiro punky da cantina, potrebbe quasi sembrare un B-side perduto degli Iron Maiden dell'era Paul Di' Anno, "Jack" conserva un passo galoppante al limite del thrash nonostante cospicue iniezioni di brividi cui provvedono cori minacciosi e raccapriccianti effetti sonori di marca horror. Chiude in bellezza la sulfurea e marziale "Burning Oasis", alla quale manca soltanto il timbro versatile di Matt Barlow per renderla degna di comparire in "Burnt Offerings" (1995).
 
 
Freddy Krueger, Jack The Ripper, Jason Vorhees: aver arricchito il presepe di personaggi di tale valentia sanguinaria non rappresenta l'unico merito dei Jon Schaffer's Purgatory, bravi altresì nel restituire la giusta patina di modernità a pepite obnubilate dalla polvere del tempo. Merry Bloody Christmas!




01. In Your Dreams
02. Dracula 
03. In Jason's Mind
04. Jack
05. Burning Oasis

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