Periphery
Periphery: Live In London

2020, Century Media Records
Djent

Recensione di Giampiero Pelusi - Pubblicata in data: 12/11/20

Ore di attesa, elettricità nell'aria, sudore, palpitazioni, gambe che tremano: sembra a tutti gli effetti una cartella clinica preoccupante, ma gli appassionati di musica live sanno perfettamente di cosa si sta parlando e di quanto tutto ciò sia mancato (e manchi tutt'ora) consistentemente in quest'anno maledetto. Il mondo dei concerti è caduto a terra, un mondo di piccoli locali, festival enormi, musicisti, tecnici del suono, fotografi e, soprattutto, di piccoli puntini che sbracciano e ululano sotto al palco, in preda a quella che altro non può che definirsi Gioia, con la G maiuscola. In attesa che il gigante si risvegli da questo incubo, i Periphery di Spencer Sotelo hanno deciso di farci rivivere, seppur solo tramite le orecchie, il calore e la passione di un evento live. E quale migliore occasione per farsi scaldare il cuore?

 

La registrazione riguarda il concerto di Londra del 15 novembre 2019, uno dei più caldi del loro tour promozioale dell'ultimo album "Periphery IV: Hail Stan". Pubblicato esclusivamente in formato digitale da Century Media Records, il disco è un concentrato di dieci canzoni tra nuove hit e pezzi classici della discografia, tutti supportati dalla roboante acclamazione del pubblico.

 

Una sezione d'archi incalzante e drammatica apre il sipario alla lunghissima e teatrale "Reptile", traccia molto stratificata e di carattere prog che infiamma tutta la platea accorsa all'O2 Forum di Kentish Town. Del resto non scatenarsi all'ascolto del multiforme djent proposto dalla band americana risulta alquanto complicato: pezzi come "CHVRCH BVRNER", "Marigold" o "Blood Eagle" sono delle vere e proprie micce da moshpit. Il duo Misha Mansoor-Jake Bowen non sbaglia un colpo, chirurgici e millimetrici fino all'ultima nota. Anche Sotelo, accusato (ingiustamente) da molti di essere un semplice "studio frontman", mette a tacere le critiche con una buonissima prova, soprattutto in pezzi più sentiti e melodici come "Remain Indoors", "Follow Your Ghost" o la meravigliosa "Scarlet", con la complicità delle backing vocals convincenti e d'impatto di Bowen.

 

La conclusiva "Lune" segna la fine del tracciato e, ascoltandola ad occhi chiusi, non può che far accapponare la pelle. Il suo muoversi in punta di piedi, mano nella mano con chitarre oniriche e archi armoniosi, flebili e energici allo stesso tempo come la voce piena di emozione di Sotelo che si eleva fino al cielo, come a guardare quell'onda sensazionale che solo la musica, quando si innesta nell'animo della gente, può generare. Il coro finale, dove tutta la platea urla a suarciagola, manifestando molteplici emozioni, è da pelle d'oca e lascia un senso di tristezza positiva per tutti gli amanti della musica e del suo messaggio universale.

 

"Periphery: Live In London" è un esperimento riuscito: la band sceglie il momento giusto per arricchire una discografia di per sé già molto fitta per una carriera poco più che decennale. I pezzi scelti sono azzeccati, così come la resa sonora che, in generale, risulta positiva tranne che per qualche sbavatura a livello di mixaggio in alcuni frangenti, dove basso e batteria surclassano il suono delle chitarre. Piccolezze perdonabili quando un disco live riesce nel suo intento principale: catapultare l'ascoltatore in mezzo alla folla urlante. Perciò rinchiudetevi in camera, spegnete le luci e lasciatevi trasportare in quel mondo fantastico: ci sono i Periphery a farvi divertire.





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