Perennial Isolation
Portraits

2021, Non Serviam Records
Post Black Metal

Nonostante una scrittura standard, la band spagnola presenta un altro buon esercizio di stile.
Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 25/03/21

Dal nome e dal sound, i Perennial Isolation rischierebbero di passare per una band scandinava, al massimo proveniente dalle fredde regioni del Nordamerica: errore marchiano, dal momento che le origini del quartetto muovono da Barcellona, città stimolante per milleuno motivi, eppure di rado culla di musicisti dediti al culto del metallo nero. In realtà, i catalani non appartengono esattamente alla categoria degli inesperti, considerato che esistono dal 2012 e contano un carnet di un EP e tre full-length, l'ultimo dei quali, "Epiphanies Of The Orphaned Light" (2016), consentì loro di uscire dall'underground grazie alla partecipazione a una serie di date live a fianco di nomi significativi della scena (Harakiry For The Sky, Kampfar, Nocturnal Depression). Un positivo riscontro a livello continentale, dunque, che ha consentito agli spagnoli di lasciare la piccola etichetta andalusa Darkwood, specializzata in pubblicazioni di gruppi estremi locali, per accasarsi alla Non Serviam Records, con corrispettivo rilascio del nuovo opus in studio.
 
Un po' come i registi cinematografici europei che, approdati a Hollywood, girano, servendosi di celebrità planetarie e spesso con risultati modesti, il medesimo film con cui sbancarono i botteghini nazionali, gli iberici costruiscono "Portraits" seguendo i binari compositivi a loro noti. Non si tratta, però, di un copia e incolla dagli esiti mediocri, bensì di un potenziamento, altresì produttivo, degli elementi fondanti dello scorso album; e in un periodo che vede il post black metal pullulare, a parte le tante e dovute eccezioni, di lavori non sempre all'altezza, non appare cosa da nulla la realizzazione di un disco formalmente esente da gravi pecche.
 
Certo, ciò che ascoltiamo in "Unceasing Sorrows From The Vastness' Scion", "The Breathless Season Bane", "Emanations From The Swallowed Twilight", "Embers In The Slumbering Threshold", le canzoni più articolate del lotto, lo si ritrova pari pari in AgallochAlcest, Defheaven, Drudkh, Woods Of Desolation et similia: atmosfere tra il depressivo e l'onirico, riverberi cascadian, pennellate heavy e shoegaze, chitarre stratificate e sovraincise, melodie emozionanti, urla isteriche, testi che evocano i colori della stagione autunnale e i gelidi afrori dell'inverno. Il combo, però, gestisce con devozione e professionalità il patrimonio preso in prestito, anche se, a dire il vero, è altrove che rileviamo maggiore audacia, o, comunque, un'interpretazione meno dogmatica del canone scelto. Le tonalità à la Cradle Of Filth del singolo "Autumn Legacy Underlying The Cold's Caress", il tremolo batticarne di "Withering Tomb" e "The Silent Solace", le sfumature Borknagar prima maniera di un'epica "Through Upon The Fire", oltre a variare lo spartito, restituiscono l'impressione che gli spagnoli diano davvero il meglio di sé stessi quando permettono all'aggressività di emergere e colpire senza alcuna misericordia, frantumando anche il flauto di Pan dell'opener ambient "The Fall Awakening".
 
"Portraits" rappresenta un buon esercizio di stile per dei Perennial Isolation che, malgrado una scrittura standard dei pezzi, sembrano in crescita costante. Che un giorno il fuoco sepolto nella neve possa manifestare con decisione la propria bollente presenza.




01. The Fall Awakening
02. Autumn Legacy Underlying The Cold's Caress
03. The Breathless Season Bane
04. Unceasing Sorrows From The Vastness' Scion
05. To The Withering Womb
06. Through Fire Upon Fire
07. Embers In The Slumbering Threshold
08. The Silent Solace
09. Emanations From The Swallowed Twilight

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