Iron Maiden
Nights Of The Dead - Legacy Of The Beast, Live In Mexico City

2020, Parlophone Records
Heavy Metal

Gli Iron Maiden pubblicano oggi un nuovo live album, ennesima e solidissima conferma della potenza sprigionata on stage dalle leggende britanniche
Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 20/11/20

Tredicesimo album dal vivo per gli Iron Maiden e, senza voler troppo esagerare, uno dei più rilevanti della loro produzione on stage. Nel ricco catalogo dell'inossidabile combo britannico, non mancano performance di qualità congelate su disco, eppure questo "Nights Of The Dead" ha il valore aggiunto della consolazione, considerata la sospensione forzata della seconda parte del Legacy Of The Beast World Tour. Registrato durante la tappa di Città del Messico, il platter non soltanto evita le sfortunate interruzioni che resero "Flight 666: The Original Soundtrack" (2009) un mezzo passo falso, ma mostra anche un gruppo in forma decisamente smagliante, quasi sui livelli dell'ultimo "The Book Of Souls: Live Chapter"(2017).

Il grande lavoro di squadra, che si estrinseca attraverso una pimpante scaletta di ben diciassette tracce, testimonia la salutare atmosfera che si respira oggi all'interno dei membri della Vergine di Ferro. Un esempio significativo, il trio delle chitarre composto da Janick Gers, Dave Murray e Adrian Smith, che osa improvvisare come mai in passato negli assoli, avvolgendo il concerto di una patina sontuosa e frizzante; persino quei fan che conoscono al millesimo ogni nota suonata dagli anglosassoni, scopriranno nuove ed eccitanti sfumature all'interno di "2 Minutes To Midnight", "The Trooper", o di una "Flight Of Icarus" che torna in una setlist addirittura dopo trent'anni. 

Per il resto, c'è davvero poco di cui lamentarsi, tra successi senza tempo del calibro di "Aces High", "Run To The Hills", "The Number Of The Beast", la riproposizione delle due canzoni migliori dell'era Blaze Bayley ("The Clansman", "Sign Of The Cross"), e la prima incisione live di "For The Greater Good Of God", una delle canzoni di punta del lotto di "A Matter Of Life And Death" (2006). Anche in un episodio relativamente imperfetto ("Where Eagles Dare"), sia la band nel suo complesso che Bruce Dickinson stesso riescono comunque a tenere testa all'alto grado di intensità richiesto dal brano, mostrando un'autenticità di interpretazione da brividi sulla schiena. D'altronde, nel dettaglio non irreprensibile si nasconde il divino, e il merito di Steve Harris e soci sta proprio nell'aver evitato qualsiasi maquillage da studio, consentendo all'ascoltatore di toccare con mano le fisiologiche oscillazioni, l'energia, il sudore, trasudanti da uno show restituito con tutti i crismi della realtà.

Nonostante i lustri si accumulino sulle spalle, gli Iron Maiden non sembrano sentirne il peso, regalando alle platee un'esibizione da leccarsi i baffi. Per certi versi una sorpresa, per altri una solidissima conferma.




01. Churchill's Speech
02. Aces High
03. Where Eagles Dare
04. 2 Minutes To Midnight
05. The Clansman
06. The Trooper
07. Revelations
08. For The Greater Good Of God
09. The Wicker Man
10. Sign Of The Cross
11. Flight Of Icarus
12. Fear Of The Dark
13. Iron Maiden
14. The Number Of The Beast
15. The Evil That Men Do
16. Hallowed Be Thy Name
17. Run To The Hills

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