Asphyx
Necroceros

2021, Century Media Records
Death Metal

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 18/01/21

Band punta di diamante del death metal europeo, nonostante i dolorosi abbandoni prima di Eric Daniels e poi del cofondatore Bob Bagchus, entrambi ora a tempo pieno nei cugini Soulburn, gli Asphyx continuano a pubblicare album di ottimo livello. Il nuovo "Necroceros", registrato con la medesima line-up di "Incoming Death" e impreziosito da un artwork al solito di grande suggestione, non delude le attese, anche grazie a delle liriche tutt'altro che banali: dalla carestia cinese durante il regime di Mao, alle devastazioni della chirurgia estetica, dalle campagne belliche dei Cavalieri Templari alla minaccia del terrorismo, i testi del singer Martin Van Drunen oscillano tra passato e presente, restituendo all'ascoltatore la visione di un mondo intriso di macerie e pessimismo.

Rispetto ai due lavori precedenti, gli olandesi decidono di abbassare leggermente i giri, lasciando che la propria decadente vena doomy si gonfi a dismisura, assieme a un groove generale abbastanza marcato e alla scelta di una produzione, opera di Sebastian "Seeb" Lewermann e non più del fedele Dan Swanö, potente, rotonda, e se possibile, ancora più sporca. E dunque, malgrado non manchino accelerazioni violente e vorticose dotate di un guerresco taglio thrash (l'inizio e la fine dell'opener "The Sole Cure Is Death", la seconda parte di "Mount Skull"), e spicchi un brano dalla ferocia grind come "Botox Implosion", a prevalere è la macina torrida e carnosa del downtempo

Pensiamo alla corazza massiccia di "Molten Black Earth", all'orecchiabile "Knights Templar Stands", al main theme vecchio stile di "In Blazing Oceans", alla forza schiacciante di "Nameless Elite" e "Yeld Or Die", alle melodie asfissianti della title track, all'aura stoner/dark di una colossale "Three Years Of Famine" che non sarebbe dispiaciuta né ai Nebula né ai Joy Division: un lotto di marziale imponenza su cui vegliano Bolt Thrower e Desaster e nel quale dominano incontrastate la voce marcia del frontman e i riff intessuti dalla chitarra stentorea di Paul Baayens.

Gli Asphyx appartengono al novero di quei gruppi che conservano intatta la propria formula a dispetto delle epoche e delle mode; eppure gli olandesi lo fanno dannatamente bene, licenziando un disco all'altezza delle loro prove migliori. Il mangia-universi "Necroceros" procede spedito e avvilupante.




01. The Sole Cure Is Death
02. Molten Black Earth
03. Mount Skull
04. Knights Templar Stand
05. Three Years Of Famine
05. Botox Implosion
07. In Blazing Oceans
08. The Nameless Elite
09. Yield Or Die
10. Necroceros

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