Neck Deep
Wishful Thinking

2014, Hopeless Records
Punk Rock

Recensione di Francesco De Sandre - Pubblicata in data: 14/01/14

Ragazzini lentigginosi che smettono di giocare ai videogames e, uscendo di casa, attraverso l’aggregazione suburbana imparano a vivere. Forse non accettando la monotonia dello scorrere del tempo, o sviluppando una certa antipatia per la nebbia isolana, riversano nella musica le aspettative ed i sogni che si apprestano a realizzare, o a veder cadere. È questo uno dei momenti di massima creatività della propria crescita, dove fare i conti con la realtà è motivante: rivincita contro delusione, sulla bilancia costruita coi piatti del charleston.

 

Si capisce immediatamente l’esuberante matrice UK di questo “Wishful Thinking”: arrangiamenti da paura e il ruggito continuo di una batteria che non conosce pausa esaltano le qualità dei giovanissimi Neck Deep, pronti a stracciare i biglietti del parco giochi dell’adolescenza per salire sulla metropolitana del music business. Provocatori e sbarazzini in una “Say What You Want” che scorre via in 60 secondi, furbi e potenti in una valida serie di power chords incalzanti che costruiscono 12 brani pienamente soddisfacenti: la cavalcata si ferma solo con la commiserazione di “Candour”.

 

L’album, dai toni brillanti spesso sottomessi da una batteria imperiale, suona già con un buon impatto di maturità, il che è quasi paradossale: si tratta pur sempre di una Pop Punk band agli esordi, ma la risolutezza dei cori e certi intro davvero originali fanno pensare ad un progetto con diversi anni di esperienza. In America questo non succede, almeno non così presto: l’alcool prende il sopravvento sull’arte musicale imberbe, ma in fondo è solo un altro modo di godersi il barlume della fama degli esordi.

 

“And you watched me grow up 
As I watched you grow older, 
The chip off your block, held me up on your shoulders 
I wish I told you yesterday”

 

Ben Barlow, Lloyd Roberts, Matt West, Fil Thorpe-Evans e Dani Washington potrebbero apparire ora dei nomi qualunque impersonificati dalla Pop Punk band emergente di turno, ma le possibilità che tra qualche anno la formazione di Wrexham conosca la fama calcando palchi di maggior pregio rispetto a quelli dei Warped Tour sono, grazie a un disco di debutto rissoso e veloce, davvero molte. Dalla loro, i Neck Deep hanno quasi tutto il Galles a supporto: più di 50.000 followers sul social network più famoso della rete, per un gruppo che oggi pubblica il disco d’esordio, fa quasi spaventare.

 

Senza compromessi. Viva la giuventù.





01. Losing Teeth
02. Crushing Grief (New Remedy)
03. Staircase Wit
04. Damsel and Distress
05. Zoltar Speaks
06. Growing Pains
07. Say What You Want
08. Mileage
09. Sweet Nothings
10. What Did You Expect?
11. Blank Pages
12. Candour

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