Ad Hominem
Napalm For All

2018, Osmose Productions
Black Metal

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 15/10/18

Benché il fondatore e cantante degli Ad Hominem, Kaiser Wodhanaz, neghi da sempre qualsiasi affiliazione con il movimento NSBM, di fatto il solo project francese, oramai da sedici anni, si rotola, con orgoglio, in un esagonale pantano di maleodorante reputazione. La fama di moniker controverso toccò  l'apice nel 2003 con quella dichiarazione di intenti che fu "A New Race For A New World": una mistura di livore antireligioso e fascinazioni totalitarie e suprematiste ripresa poi nei lavori successivi e che nel 2018 sfocia, ancora una volta, in un album denso di radicalismo e intransigenza. 

 
In "Napalm For All", infatti, deliziosamente misantropico sin dal titolo, il nostro appare più bellicoso che mai, non risparmiando nelle sue invettive niente e nessuno: al pari di armi in attesa di esplodere il colpo, ciascuno strumento, poi, possiede il giusto spazio per affondare la mannaia dell'odio. Un approccio no compromise che, pur macinando un classico black'n'roll imbrattato di thrash marziale, non trascura una vena allucinatoria e subdola in grado di conferire all'album una torbida oscurità; l'ugola del singer filtrata e carica di effetti e una produzione di marca industrial completano il prezioso quadro d'aberrazione offerto dalla one man band.

 
Se la legnata raw "AMSB" e il punk al vetriolo della title track provocano abbondante sanguinamento dalle mucose, il mood à la "The Pentagram Burns" di "Goatfucker", la sassaiola nichilista di "Bomb The Earth" e la depravazione grottesca di "Vatican Gay" rappresentano gli unici avanzi visibili di un ossario fumante. Il resto del lotto si giova di una manciata di pezzi il cui ritmo più cadenzato non li rende certo meno malsani: che siano le chitarre ferruginose di "I Am Love" e "You're My Slut" o il plumbeo eccidio di "V. Is The Law" e "Imperial Massacre", gli avamposti della negatività viziosa vengono analizzati con dovizia di particolari. E quando l'artista gallico ibrida violenza e rallentamenti cimiteriali come in "Consacrate The Abomination", la carneficina nucleare è garantita. 

 
Desiderate la guerra, quella votata davvero all'annientamento del genere umano? Ebbene, con "Napalm For All" ne degusterete le rovinose prelibatezze: ma non tiratevi indietro, altrimenti gli Ad Hominem avranno nuove vittime sulle quali vomitare il proprio disprezzo.





01. AMSB
02. I Am Love
03. Consecrate The Abomination
04. Napalm For All
05. Goatfucker
06. V. Is The Law
07. Imperial Massacre
08. Bomb The Earth
09. You Are My Slut
10. Vatican Gay

Speciale
Black Sabbath: "Heaven And Hell / Mob Rules: Deluxe Edition"

Recensione
A Day To Remember - You're Welcome

Recensione
Architects - For Those That Wish To Exist

Intervista
Anneke Van Giersbergen: Anneke Van Giersbergen

Recensione
Epica - Omega

Recensione
Alice Cooper - Detroit Stories