Myronath
Into The Qliphoth

2019, Non Serviam Records
Black Metal

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 08/10/19

L'incontro tra gli insegnamenti esoterici della Cabala ebraica e le speculazioni dell'occultismo occidentale del XX secolo precisò, in maniera pressoché definitiva, la natura dell'Albero della Morte, regno dei privi di anima: vuoti involucri dell'essenza divina, le loro emanazioni tangibili, dal punto di vista fisico, vengono identificate nell'antimateria. Prendendo soltanto spunto dagli archetipi oscuri della mistica e dell'uranografica, i Myronath esordiscono sotto il patrocinio della dinamica label olandese Non Serviam Records con un album, "Into The Qliphoth", che già nel titolo adombra a un viaggio spirituale condotto attraverso i meandri della magia cerimoniale e del luciferianesimo più eretico. Costituito da Malphas e Vargblod, membri rispettivamente di Draugul e Throne Of Heresy, l'act scandinavo/maltese, con l'aggiunta in studio dall'ex Marduk Lars Broddesson,  propone un black metal consapevolmente derivativo, diretto e melodico il giusto, lontano da tentazioni avanguardiste come da artifici d'ogni risma.
 

Le band madri, benché dignitose e veraci, non appartengono alla scuderia dei purosangue: ciò nonostante, il nuovo progetto ha il merito di rendere quasi credibile  uno stile che, pur attingendo a man bassa da firme illustri della scena, coniuga in maniera simpaticamente discontinua rituali kitsch e perfidia musicale. Se a "Hymn To Lucifer", in questo senso, spetta la palma della salmodia gregoriana dell'anno, talmente rudimentale e scontata da suonare amena, "The Ancient Slumber" e "The Awakening" rappresentano i pezzi da novanta del lotto, in virtù di cambi di ritmo mai troppo esasperati e di un taglio complessivo che guarda tanto ai maestri norvegesi quanto ai Dark Funeral degli albori.

 

Per rendere appetibile l'insieme poi, i nostri piazzano un assolo rockeggiante in "Ravensphere", speziano di umori gotici à la Tribulation "Lady Of Golgotha" e l'epica "The Shadow Of The Crown", infilano qualche randellata death/thrash negli standard neri "La Santa Muerte" e "Annihilation Of Crescent Moon". La batteria, però, fa il minimo indispensabile, accompagnando in sordina i brani invece di irrobustirne la scorza: problema non da poco, che appiattisce e omogeneizza un lavoro godibile, ma povero di idee davvero originali.


"Into The Qliphoth", dunque, funziona nelle sue linee generali senza, tuttavia, andare oltre il livello di un aperitivo tracannato in attesa di lauti (e migliori) pasti. Dall'esperienza dei componenti dei Myronath era lecito augurarsi, comunque, una prova meno prevedibile.

 





01. The Ancient Slumber
02. Ravensphere
03. Lady Of Golgotha
04. The Awakening
05. In the Shadow Of The Crown
06. La Santa Muerte
07. Hymn To Lucifer
08. Annihilation Of The Crescent Moon

 

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