Moonspell
Under Satanae

2007, SPV
Black Metal

Recensione di Stefano Torretta - Pubblicata in data: 16/05/13

C’era una volta una band che, prima di farsi sedurre dalle sonorità synth-pop, muoveva i primi passi della propria lunga e soddisfacente carriera in un ambito completamente differente: quello del black metal. Ma tale band, essendo composta da individui caratterizzati da una spiccata propensione alla sperimentazione tra i generi, non si accontentava di proporre un black metal sfacciatamente suddito delle linee compositive imperanti all’epoca: estremamente orgogliosi della loro terra di appartenenza, decidevano di creare una commistione tra black e sonorità provenienti dal retroterra culturale portoghese (nello specifico lusitano) e arabo.

Per la gioia di tutti i fans dei Moospell che nei primi anni ’90 ancora non c’erano, "Under Satanae" raccoglie il primo EP della band ("Under The Moonspell") e vi aggiunge due demo introvabili ("Anno Satanae" e "Serpent Angel"), arricchendo il tutto con una ri-registrazione delle tracce (prima collaborazione del prolifico e dotato Tue Masden con la band) per non far sembrare l’operazione un mero sfruttamento economico.

Ed il piacere di (ri)sentire queste dieci tracce è veramente tanto e permette a chi ha seguito la carriera dei Moonspell fin dall’inizio di ritrovare in nuce quei semi che avrebbero poi fatto esplodere la band con i due successivi album "Wolfheart" e "Irreligious" a partire, innanzitutto, dalla magnifica, cupa, impostata e declamatoria voce di Fernando Ribeiro, supremo magister del culto nocturno che si sviluppa nelle sei tracce provenienti da "Under The Moonspell". E poi le magnifiche e calde sonorità mediterranee che si intrecciano a quelle più algide del black di derivazione scandivana: a tal proposito non si può non citare "Chorai Lusitânia!", traccia con la quale si concludeva l’EP, dove la musica etnica si unisce con il sensuale ritmo delle onde che si infrangono sulle coste portoghesi, tanto amate dalla band.

Ma le sonorità calde e solari che pervadono questo album non devono far pensare ad un’altrettanta luminosità per quanto riguarda l’atmosfera: quello che Fernando e soci mettono in scena è a tutti gli effetti un vero e proprio culto nocturno, dove la sensualità e l’oscurità la fanno da padrone. È il contraltare della solarità latina, è ciò che si annida nella notte, ed è facile vederlo come una discendenza della cultura, proveniente dalla notte dei tempi, delle popolazioni celtiche.

E parlando di ciò che vaga nella notte, è d’obbligo segnalare la comparsa, nel demo "Anno Satanae", della figura del lupo mannaro lusitano con la traccia "Wolves From The Fog", figura ed ideologia che verranno ampiamente sviluppate nei successivi abum.



01. Halla Alle Halla Al Rabka Halla (Praeludium/Incantatum Solistitium)
02. Tenebrarum Oratorium (Andamento I/Erudit Compendyum)
03. Interludium/Incantatum Oequinoctum
04. Tenebrarum Oratorium (Andamento II/Erotic Compendyum)
05. Opus Diabolicum (Andamento III/Instrumental Compendyum)
06. Chorai Lusitânia! (Epilogus/Incantatam Maresia)
07. Goat On Fire
08. Ancient Winter Goddess
09. Wolves From The Fog
10. Serpent Angel

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