AnimArma
Millennials [EP]

2018, Autoprodotto
Alternative Rock

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 13/04/18

Osservare attentamente l'Herrerasurus Ischingualastensis in procinto di salire su uno skateboard e meravigliarsi delle spettacolari evoluzioni compiute dal teropode nonostante le misure tutt'altro che prossime a quelle di una mannequin, può suggerire la giusta misura del sound del trio nostrano degli AnimArma. Attivi sin dal 2011 e portatori sani di un moniker dalle valenze taoiste, i modenesi giungono, con "Millennials", al terzo EP, dopo le convincenti prove di un mini eponimo (2014), avvinghiato a sonorità vicine al nu metal di Linea 77 e Incubus, e di "Horus" (2016): ivi il gruppo sperimenta un percorso maggiormente soggettivo e connesso alla matrice della scena alternative internazionale contemporanea. Una strada intrapresa altresì nella nuova prova in studio: la band non fa mistero delle disparate influenze presenti nel background personale di ciascun musicista, ma riesce nell'obiettivo di combinarle in un impasto piuttosto omogeneo, ove saturazione e melodia concorrono a un prodotto finale abbastanza valido e coinvolgente. La decisione poi di utilizzare la lingua del Belpaese si rivela una scelta felice: i testi, introspettivi e sovente legati a temi di interesse sociale, guadagnano in intelligibilità, giocando su un'efficacia metrica e comunicativa che non di rado scivola umorale nei gangli di un'icastica coltre corrosiva.

 

Il connubio di post hardcore, break simil-psych e intercalari catchy caratterizza l'impegnata "Antisocial": se "Ognuno cerca sempre solamente la vetrina..." costituisce il manifesto di una generazione odierna edonista e concentrata sulle apparenze, lo stoner creolo in controtempo di "Incredibile" colora di gravezza un invito pungente come "Ti prego vattene lontano fino ad affogare...", capace di cagionare nel medesimo istante riflessione e desiderio di abbaiare l'eufonico ritornello. In "Letame" la lezione del noise contundente degli One Dimensional Man trova riscontro in una veemenza sonica e idiomatica nella quale l'ugola di Michele Forgione si aggrappa stridente e pessimista: "La dura verità è che sei nato nel letame / la dura verità è che non sai nemmeno dove andare..." fotografa lo stallo in cui versa parte della società attuale. L'opener "Vita Puttana" invece brilla per efficacia comunicativa: supportato da un video al limite tra il provocatorio e il beffardo, il brano, pur in una progressione terminale che ricorda in filigrana la scarsa mansuetudine dei Converge, complessivamente si situa nel solco di un pop rock non troppo ispido, reso più accattivante dal falsetto a rapida presa intonato nel refrain.

 

Sardonici per elezione e audaci per scelta, gli AnimArma operano una sterzata gradevolmente indisponente nei confronti di un panorama artistico italiano spesso ipertrofico e concentrato nell'ispezione del proprio ombelico. Nelle pillole taglienti di "Millennials" al bando ogni concessione al politically correct: nel muro delle distorsioni si colgono fiori di amichevole virulenza.

 

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