Memphis May Fire
Broken

2018, Rise Records
Metalcore, Alternative Metal

Recensione di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 26/11/18

Dopo l'esplosione del metalcore, sono diverse le band simbolo che negli ultimi anni hanno edulcorato la propria proposta, virando verso influenze e contaminazioni sempre più pop e melodiche, senza però rinunciare alla potenza tipica del genere. Bring Me The Horizon, All That Remains e Of Mice & Men sono solo alcuni degli act che si sono resi protagonisti di questo cambiamento, contribuendo quindi alla popolarizzazione di un tipo di musica che in questo modo è potuta arrivare anche nelle radio e nelle grandi arene. La lezione è stata appresa anche da altre band, come i meno noti Memphis May Fire, che seppur non possano vantare la popolarità dei colleghi sopracitati, sono stati capaci di mettere in fila una proficua serie di cinque album in poco più di un lustro. Dopo due anni di pausa dall'ultimo "This Light I Hold", la band di Kellen McGregor e soci è tornata in studio con l'idea di produrre un nuovo lavoro che richiamasse un più ampio bacino di influenze, senza comunque perdere i propri punti di forza: nasce in questo modo "Broken".

 

Tema principale del disco è quello della rivalsa, in primo luogo contro la depressione di cui soffre da diversi anni il cantante Matty Mullins. Questa battaglia viene immediatamente descritta nell'opener "The Old Me", pubblicata anche come primo singolo, brano efficace e orecchiabile, in grado di esaltare e riassumere tutte le diverse componenti espresse nelle restanti tracce. Dai toni alti è "Watch Out", in cui i quattro mostrano chiaramente la componente più viscerale della propria musica, a partire dal veloce riff iniziale fino al cantato più aggressivo, senza disdegnare comunque un ritornello più cantabile. Sulla stessa lunghezza d'onda sono anche "Who I Am", impreziosita da un breakdown semplicemente devastante e "Over It". Non mancano comunque le sorprese e da questo punto di vista, oltre ai riff lenti e incisivi di "Sell My Soul", a farsi notare è soprattutto "Heavy Is The World", dalle forti influenze pop e con un'azzeccata strofa rap di Andy Mineo. La disposizione dei brani, spesso diversi, ma comunque uniti da un comune denominatore, contribuisce a spezzare il ritmo e tenere alta l'attenzione per tutto l'ascolto, fino alla conclusione dell'album. La dolce ballata "You & Me" è infatti il preludio all'ottima "Live Another Day", con la quale la band si destreggia bene ancora una volta all'interno di diversi contesti sonori.

 

I Memphis May Fire si ripresentano con un album che ben si adatta al mercato musicale odierno, mettendo la firma su un lotto di brano che, seppur senza contenere particolare ispirazione, saranno apprezzati e condivisi dal target cui il prodotto è rivolto. Dall'altro lato, "Broken" non è certo il tipo di album capace di distinguersi dalla massa e che permetterà al quartetto di fare il salto di qualità per entrare nell'elite dell'alternative mondiale.





01. The Old Me
02. Watch Out
03. Sell My Soul
04. Who I Am
05. Heavy Is The Weight
06. Over It
07. Fool
08. Mark My Words
09. You And Me
10. Live Another Day

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