Lotus Thief
Oresteia

2020, Prophecy Records
Avantgarde

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 14/01/20

Sia chi ama le opere dell'antichità classica, sia gli appassionati di testi non propriamente mainstream, individueranno nei Lotus Thief quella band in grado di mettere in musica disparate manifestazioni letterarie: dall'"Odissea" al "De Rerum Natura", dagli "Incantesimi di Merseburg" al "Book Of Lies" di Aleister Crowley, sino al "Libro Dei Morti" egiziano, il duo statunitense ha dato dimostrazione non soltanto di conoscere in profondità vari canoni culturali, ma anche di saperli tradurre in maniera originale e complessa. E il nuovo disco, dal paradigmatico titolo "Oresteia", si situa, dal punto di vista lirico, sulla medesima linea dei precedenti LP, presentando agli ascoltatori l'interpretazione eschilea riguardo la caduta degli Atridi: una trilogia teatrale intrisa di omicidi, vendette e perdono. 

Il lotto si snoda attraverso una serie di brani espansivi che miscelano ambient, black metal, doom e post rock in un insieme dall'atmosfera fortemente evocativa che, di fatto, richiama a più riprese lo scorso "Gramarye" (2016). Il timbro fumoso e potente di Baezelith, le grida acide e ringhiose di Otebror, le mutevoli tensioni ritmiche, i brevi interludi dal sapore gotico: sembra quasi di sostare nei palazzi di Micene e assistere, tra la quiete oscura dei Lycia e le esplosioni emotive degli Alcest, alla progressiva rovina di una famiglia dilaniata da lotte interne e interrogativi etici. L'album potrebbe essere usufruito alla stregua di un unico pezzo che scorge i suoi momenti migliori nell'incedere maestoso di "Agamemnon", nella bellezza tragica di "Libation Bearers", negli arpeggi acustici di "The Furies", nel senso di ritrovata serenità di "Sister In Silence". 

Certo, il tentativo di voler modernizzare a tutti i costi il testo greco si risolve, spesso, in un mimetismo forzato, così come le canzoni soffrono di qualche lungaggine di troppo; tuttavia la densità colloquiale di "Oresteia" rende merito al lavoro di cesello stilistico dei Lotus Thief, mai banale né eccessivamente astruso, per un risultato finale che sa di convincente avanguardia divulgativa.

 





01. Agamemnon
02. Banishment
03. Libation Bearers
04. Woe
05. The Furies
06. Reverence
07. Sister in Silence
08. The Kindly Ones

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