Liam Gallagher
As You Were [Deluxe Edition]

2017, Warner Music
Brit Pop

Semplicità, concretezza e i giganti del passato. Di cos’altro abbiamo bisogno?

Recensione di Francesco De Sandre - Pubblicata in data: 07/10/17

“I've all I need and more”.

 

Di sicuro Liam Gallagher è uno contento. Tutto sommato in pace con se stesso, nonostante sia al terzo, quarto, serio tentativo di costruire una carriera musicale dalla minima continuità. Uno che il più, anche in dosi generose, lo ha già avuto. Uno che forse è arrivato al punto di capire, che sia il caso di smettere di ricevere, e di dare un po’ anche agli altri. Ovviamente dopo un’accurata selezione. Ovviamente, con un po’ di ironia e prepotenza.

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“Now it's better if you hold your breath and don't look down

At the pages of your paper crown”.

 

Chi aveva bisogno di un nuovo album di Liam Gallagher? Davvero, nel 2017, possiamo considerarci contenti di ascoltare una compilation di citazioni, di brani-omaggio ai vari John Lennon, Joy Division, Stones, Neil Young, Beatles, Jimi Hendrix, Stone Roses? Perfino gli One Direction, non mancano nella cernita di menzioni eseguita da Liam, che riserva categoricamente ai suoi Oasis e Beady Eye la palma delle band più citate, attraverso 15 – nella versione deluxe – pezzi cristallini ma concreti: messaggi di rivalsa e coraggio, delle vere e proprie carezze, che l’autore ritaglia dalle pagine della storia della musica, e incolla nel proprio diario personale, in una sorta di censimento, di punto di arrivo, più che di ripartenza. È l’autunno la stagione perfetta per far uscire As You Were, un disco-stato d’animo, nostalgia sonora dei migliori anni della nostra vita, che come foglie secche cadono e vagano nel vento, leggiadre e colorate: nutriranno di esperienza la terra per far nascere nuove vite, in una naturale metafora di come funziona l’ispirazione. Dalla natura e dall’ispirazione, infatti, Liam racconta storie senza tempo e senza volti, con l’obiettivo di creare aggregazione, motivazione, emozione, parlando di concetti che ci troviamo tra le mani ogni giorno e che spesso non trasformiamo in nulla di buono. Come eravate, come potreste essere, il tutto attraverso un muro di vetro.

 

“Let's not pretend you were ever searching for saints

'Cause I've been crucified for just being alive”.

 

Chi aveva davvero bisogno di un nuovo album di Liam Gallagher? Di spunti per sognare, riappacificarsi o rasserenarsi, al mondo, ce ne sono fin troppi. Ma Liam in questa occasione si fa ben volentieri profeta, per le nuove generazioni, di un Rock – nei suoni e nei contenuti – semplice e generoso, che proietta nel futuro i giganti del passato, offrendo al mondo la possibilità di approfondirli o addirittura di riscoprirli. Un album, quindi, che serve soprattutto alla categoria di persone che meglio di altri può mettere in pratica i concetti di occasione, possibilità e opportunità, e che in fondo servirà allo stesso Liam. Servirà a tenerlo buono, almeno per un po’.





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