Postino
Latte Di Soia

2018, Labella Studio
Indie Pop

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 08/07/18

Oggigiorno le bevande vegetali costituiscono una valida alternativa a quelle tradizionali: che sia altresì una questione di moda e non soltanto una scelta di consapevole variazione all'interno di un regime alimentare consuetudinario risulta altrettanto pacifico. Ma quando a prescrivere un'abbondante porzione di "Latte Di Soia" ci pensa Samuele Torrigiani, cantautore laureato in medicina e noto con lo pseudonimo Postino, beh, allora bisogna assolutamente degustarne almeno un bicchiere. Perché il giovane artista dimostra di possedere del talento, gioca con liriche in bilico tra sorriso e riflessione, si serve di una strumentazione varia e flessibile, rende nebbioso il tessuto sonoro attraverso un'elettronica vintage e dal forte valore straniante: una proposta che il nostro non esita a definire con umorismo Popstino, in un tentativo di smarcare il proprio trademark dal coevo panorama indie italiano. Nonostante appaia difficile non assimilare le correnti contemporanee, l'autore riesce, in virtù di un songwriting asciutto e lineare, a sollevarsi oltre la media della produzione nazionale: un gusto melodico lo-fi accompagna i tormenti quotidiani delle giovani generazioni, narrati utilizzando il filtro dell'ironia e dell'indolenza.


L'apertura affidata a "Blu", storia di un amore spezzato, mette in luce la natura di crooner del singer: un intimismo che affonda nella disperazione del ricordo ("Però così io non ce la faccio / E poi mi ritrovo ubriaco e fatto sull'asfalto") e nell'ordito spaziale dei sintetizzatori, sino a quando il cuore assume il colore di un cielo triste, benché si avverta come l'infelicità a volte possa funzionare da terapia del dolore. In "Anna Ha Vent'Anni" la spensieratezza dello xilofono e l'avvolgente suono di tastiere addolciscono un testo sui sogni svaniti e sull'accettazione di una realtà forse poco aderente alle speranze coltivate, mentre nel ritmo bubblegum di "Fuori Dalla Disco" fanno capolino un sarcasmo pungente e le pericolose controindicazioni del latte di soia ("Vorrei lasciarti sul marciapiede / A vomitare anche un rene"). Se pianoforte e cori screziano la mesta "Ambra Era Nuda", nella quale tentazioni alcoliche e chimiche si pongono alla stregua di rimedio esistenziale di un rapporto oramai concluso e le paure dell'incomunicabilità circondano il loop da dancefloor di "Quando Parli", "Miope" vagheggia sostanze psicotrope in un vortice sardonico e ballabile ("Ho paura di quelle pillole / Voglio vedere le lucciole"). L'acquario electro di "Come Le Balene" e i riverberi di "Quella Scatola" rappresentano la chiusura adatta di un album in cui le trame pastose delle chitarre e gli assoli di synth si stringono in un amplesso di stordita armonia.

 
Gli otto brani di Postino si presentano dunque al pari di altrettante lettere realizzate con la minuzia dell'artigianato e le raffinatezze della tecnologia, da spedire e consegnare ai destinatari seguendo le latitudini chiaroscurali della malinconia e della leggerezza: con il miraggio sempre attuale "di costruire una spiaggia in mezzo al centro città".





01. Blu
02. Anna Ha Vent'Anni
03. Fuori Dalla Disco
04. Ambra Era Nuda
05. Quando Parli
06. Miope
07. Come Le Balene
08. Quella Scatola

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