La Macchina di Von Neumann
Formalismi

2019, Antigony Records
Post-Rock

La Macchina di Von Neumann rappresenta una novità o, comunque, una mosca bianca all'interno di quello sciame tutto nero chiamato post rock.
Recensione di Federico Falcone - Pubblicata in data: 30/06/19

Ammetto apertamente di essermi avvicinato a questa band principalmente per la curiosità che mi ha suscitato il nome: La Macchina di Von Neumann. Originale, di facile memorizzazione e, soprattutto, d'impatto. Funziona, non c'è che dire. Ma dopo l'interesse dettato da quanto sopra dichiarato, la piacevole scoperta. Oltre al moniker, c'è tanta carne al fuoco. Un debutto discografico, dopo due ep autoprodotti, di qualità e personalità, realmente convincente per i contenuti presenti al suo interno.

 

Questa formazione post-rock proveniente dalla Brianza si è avvalso della recente collaborazione con Antigony Records - etichetta che sta puntando e virando sempre di più verso questi territori musicali - per pubblicare il primo full length dal titolo "Formalismi". Otto i brani presenti in scaletta, con una caratteristica che risalta solamente dopo le prime tracce: sono tutti esclusivamente strumentali e senza parti vocali come, invece, sarebbe lecito attendersi dal genere in questione. Durante tutto l'ascolto dell'album si alternanto schitarrate estreme a passaggi più cadenzati, atmosferici e, quindi, dai ritmi più controllati. Questo continuo tira e molla prosegue dalla prima all'ultima canzone e ne rappresenta, altresì, la caratteristica principale nonché il vero tratto distintivo. Nonostante sia il primo lavoro sulla lunga distanza, già dalla song di apertura si percepisce il potenziale di questa formazione, davvero a suo agio tra passaggi più intensi e parti più leggeri come in " ¯\_(ツ)_/¯ " (si, è il titolo di un brano se ve lo state chiedendo) e nella parte iniziale di "Trattore". In "Purovska" invece esce fuori la parte più aggressiva e annebbiata, come se fosse un richiamo alla loro terra di origine. Particolare anche la scelta della cover, non proprio affini con il genere proposto.

 

C'è del talento in questo gruppo, e questo va detto a gran voce. Decidere di realizzare un album interamente strumentale, in un genere che sembra aver esaurito le idee come il post rock, è un atto di coraggio che vale la pena valutare in quanto tale e che, proprio per questo, merita di essere supportato. Bene ha fatto, dunque, l'Antigony Records a puntare su di loro. Se non altro rappresentano una novità o, comunque, una mosca bianca all'interno di uno sciame tutto nero. Fan di Explosions In The Sky, Mogwai e affini fatevi sotto.





01. Qui una volta era tutta campagna
02.Arturo
03.L'estate del '76
04.Legna del mattino
05.¯\_(ツ)_/¯
06.Trattore
07.Purovška
08.Lipsia

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