Carmelo Amenta
L'Arte Dell'Autodistruzione

2018, Altipiani/BarbieNojaRecordings/AudioGlobe/Believe
Darkwave

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 26/02/18

Benché non sia certo che muova le stelle, senza dubbio l'amore ricrea e rianima la personalità: forse rivoluzione, sicuramente mobilitazione e potenza che risveglia. Ma, altra costante, strappa mentre unisce, e ravviva le più violente tra le angosce, ovvero la separazione e l'abbandono: la dipendenza si annida intrinseca al sentimento, ne scolpisce la natura, alternando possessione devastatrice, lacerazione e distruzione per dispetto.
 
 
Spunti provenienti dal quarto lavoro a firma Carmelo Amenta: "L'Arte Dell'Autodistruzione", che si avvale della produzione artistica di Carlo  Barbagallo, affonda le proprie tenaglie nei terreni profondi di una relazione infranta, al fine di superarne le conseguenze e limitare il disagio quando si decide di riprendere le file di una vita il cui compito primario e complesso risiede nello sconfiggere l'assenza: un gioco di tensioni riconciliate nell'infelicità e nell'accettazione che i frammenti di un rapporto concluso possano comunque dare senso e contorno a oggetti interni in amara maturazione. Le atmosfere tipiche della darkwave combinate alla tradizione del cantautorato italiano e internazionale donano all'album quella patina nebbiosa necessaria all'evocazione di stati d'animo malinconici e meditabondi nel quale l'utilizzo di una parola rotonda e tagliente fotografa il momento e lo universalizza. La voce diviene uno strumento aggiunto: sussurrate e ubriache, meste e sardoniche, le vibrazioni delle corde del singer siciliano definiscono e concretano un concept atipico, surreale forse, eppure ancorato a un quotidiano pieno di rimorsi, fraintendimenti, scie di legami difficili da cancellare.
 
 
Dieci inediti e una cover rappresentano dunque l'accattivante biglietto da visita di un platter carico di un lotto di brani caratterizzati da un impiego caldo e liquido dell'elettronica; la batteria di Roberto Cappellani dalle lievi sfumature marziali detta, accorta, i tempi, tra vinose chitarre in tenero feedback e un onnipresente xilofono saturo di sognanti e ironici contrappunti. Una declinazione meno serrata delle geometrie dell'onda oscura d'oltremanica e legata alla wave nostrana, con Federico Fiumani e Giovanni Lindo Ferretti eletti a numi tutelari dell'intera operazione.
 
 
Le tracce si susseguono al pari di un unico flusso: se nella triade composta da "Il Tempo di Andare", "Come Quando Fuori Piove" e "Cigolano Tutte Le Porte" il dialogo strumentale viene lasciato fluttuare in lontananza dischiudendosi in  aperture post rock capaci di smorzare i tristi umori esalati dai testi, il synth pop della breve "Ho Messo Da Parte Del Tempo Da Perdere" regala brividi di frivolezza ribaltati immediatamente dal freddo clangore simil-orchestrale de "L'Uomo Delle Caramelle". "I Tuoi Capelli Lisci", pista più debole del disco, scivola verso una maggiore fruibilità commerciale avvicinandosi a derive melodiche sanremesi, mentre "L'Ultima Volta Che Ti Ho Guardato Dormire" ritorna sui binari di un'implosione sofferta, fornendo l'abbrivio a una title-track che profuma invece di Subsonica  e pulsazioni electro. Le noti dolenti di "Nessuna Traccia" anticipa la catarsi dei cambi di tempo de "Le Stesse Immagini", sintesi carnale delle varie influenze che l'autore canalizza poi definitivamente nella reinterpretazione cyber-western alla Wall Of Vodoo di "Tu Menti", storico pezzo dei CCCP.
 
 
"L'Arte dell'Autodistruzione" consegna alla scena musicale un Carmelo Amenta avviato a una progressiva crescita: il ritmo in alcuni tratti troppo blando, l'influenza di storiche band del Belpaese avvertibile in filigrana, la narrazione a volte orientata al rispetto di determinati cliché non inquinano comunque un sound tutto sommato autentico, nobile stigma di un crooner lirico e umbratile.
 
 
Ascolta QUI  lo streaming! 

 

 






01. Il Tempo di Andare
02. Come Quando Fuori Piove
03. Cigolano Tutte Le Porte
04. Ho Messo Da Parte Del Tempo Da Perdere
05. L'Uomo Delle Caramelle
06. I Tuoi Capelli Lisci
07. L'Ultima Volta Che Ti Ho Guardato Dormire
08. L'Arte Dell'Autodistruzione
09. Nessuna Traccia
10. Le Stesse Immagini
11. Tu Menti

Intervista
Anneke Van Giersbergen: Anneke Van Giersbergen

Recensione
Epica - Omega

Recensione
Alice Cooper - Detroit Stories

Speciale
L'angolo oscuro #19

Intervista
Epica: Mark Jansen

Intervista
Sirenia: Emmanuelle Zoldan