Kyng
Breathe In The Water

2016, Razor&Tie
Stoner Rock

Recensione di Alessandra Manini - Pubblicata in data: 04/10/16

"Breathe in the Water" è l'ultimo lavoro dei Kyng, band Stoner Rock, che ha fatto di un genere ibrido una composizione ricercata, miscelando elementi heavy metal, psychedelic rock, blues rock, acid rock e doom metal.
Una band dall'altissimo livello tecnico direttamente dalla Città degli Angeli, che racchiude tutto quello di cui ha bisogno nella semplicità di una formazione di tre elementi; Eddie Veliz voce e chitarra, Pepe Clarke alla batteria e Tony Castaneda basso elettrico e cori.

 

Dal 2011 ad oggi Eddie Veliz, Clarke e Castaneda creano tre album, Trampled Sun (2011), Burn the Serum (2014) e Breathe in the Water come già detto in imminente uscita; uno dopo l'altro i lavori della band si presentano come una sorpresa tra energia ed innovazione, dando conferma delle aspettative dei fans.
Una band instancabile che non ha la minima intenzione di prendersi una pausa, attualmente impegnati in tour che porterà la loro musica per tutti gli Stati Uniti, i Kyng fanno dell'intraprendenza e dell'entusiasmo il loro credo che ritroviamo anche nelle parole del frontman: "Abbiamo iniziato a lavorare su Burn the Serum non appena abbiamo finito il primo album, costruendo delle fondamenta sui cui basare il nostro sound; un equilibrio di riff pesanti e parti vocali molto melodiche, trovando la nostra identità in una fusione tra metal e rock and roll".
Il nuovo album conferma quanto detto da Veliz, "Pristine Warning" è la traccia di apertura, e fa intendere da subito come la band unisca la velocità dell'esecuzione strumentale a vocalità melodiose contraddistinte dal timbro pulito del cantante.
"Breathe in the Water", non a caso porta il nome dell'album, esprimendo una qualità totale e piena, dove la voce di Veliz graffia in tutta la sua incredibile estensione vocale una tessitura fatta dalla perfetta sintonia e dal bilanciamento del batterista Clarke con il bassista Castaneda.

 

In questo album dalle forti sonorità e dai riff incisivi, non manca lo spazio per l'introspezione emotiva, che si dichiara apertamente nel testo di "Show me your Love", in cui la voce del frontman si amalgama nei cori che impreziosiscono la traccia, senza mai far perdere di intensità la parte strumentale.
"Bipolar Schemes" si presenta semplicemente schiantandosi su chiunque la ascolti, con tutta l'uniformità del suono che contraddistingue i Kyng.
I solo di chitarra sono brillanti e si animano in un'alternanza tra suoni puliti e distorti, apprezzabili in brani come Closer to the End, Follow Blindy e The Dead.
I Kyng si possono riassumere nelle parole di Eddie Veliz durante un'intervista: " in principio eravamo solo un nome, ora si tratta di onestà verso la musica".





01. Pristine Warning
02. Breathe In The Water
03. Closer To The End
04. Follow Blindly
05. Show Me Your Love
06. Reckoning Part 1
07. The Dead
08. Bipolar Schemes
09. Hide From You
10. Song For A Broken Masque
11. The Beginning Of What Was
12. The Battle Of The Saint / Lines
13. Not Enough
14. What I'm Made Of / Reckoning Part 2

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