Kreator
Gods Of Violence

2017, Nuclear Blast Records
Thrash Metal

Recensione di Matteo Poli - Pubblicata in data: 21/01/17

Un vento verdeazzurro soffia sulle desolate pianure dell'Inferno, quand'ecco un tremito nell'aria, lo scalpicciar di stivali chiodati, il fervere di rutilanti stendardi e un rullar di tamburi: i Kreator, gli Dei della Violenza, sono tornati per schiantarci con gioia le orecchie annoiate da troppa mediocrità. Tutto quanto promesso dal recente EP "Violence Unleashed", recentemente pubblicato, è mantenuto da "Gods Of Violence", che situa definitivamente - se bisogno ve ne fosse - la band capitanata da Mille Petrozza nell'olimpo del thrash metal. Prodotto e mixato da Jens Bogren, masterizzato da Tony Lindgren ai Fascination Street Studios, si tratta di un album attesissimo: risale a cinque anni fa l'ultimo album in studio "Phantom Antichrist", il più lungo iato nella carriera della band tedesca.

 

Da dove iniziare? Dall'irresistibile pathos di "Satan Is Real", primo video single tratto dall'album? Dall'assalto di "Totalitarian Terror", in cui Mille torna su un tema a cui tiene: la minaccia costante di finire in un regime totalitario, o di esserci già dentro senza accorgersene? Dal sanguinoso assedio di "Army Of Storms"? Dall'allure classicheggiante che aleggia su tutto il disco, senza che per questo esso perda un'oncia di violenza? Sul pezzo che dà nome al disco, il leader Mille Petrozza afferma: "Gods Of Violence" è stata la prima canzone in assoluto che ho composto per questo album, e me la vedevo come title track: contiene tutto ciò per cui i Kreator sono conosciuti e vi farà saltare le cervella. Ve lo prometto! La classe non è acqua: 52 minuti di pura gioia selvaggia. Si annuncia anche l'uscita di un'edizione speciale dell'album, corredata di un bluRay/DVD bonus con l'esibizione della band al Wacken Festival 2014! La band sarà in tour in tutta Europa dai primi di febbraio 2017 per promuovere l'album.

 

Una band che, nel marasma generale degli ultimi vent'anni, può permettersi di proseguire dritta come un fuso verso la direzione che si è proposta, senza sbandate, senza mai ripetersi né snaturarsi non può che splendere come un fuoco nelle tenebre. Epic thrash, ci sentiremmo di definirlo. La copertina del disco è stata realizzata dal veterano Jan Meininghaus, che ha già lavorato con la band per l'edizione limitata dell'album precedente, oltre ad avere collaborato con band del calibro di Bolt Thrower, Accept, Overkill. L'artwork per l'edizione nordamericana del disco è invece stata curata da Marcelo Vasco, che ha lavorato in precedenza anche con Slayer, Machine Head, Soulfly e altri. Sempre Mille racconta: la copertina è una perfetta proiezione della mia visione filosofica delle cose; lo ritengo il migliore lavoro di Jan Meininghaus in assoluto! Per inciso, si tratta del miglior lavoro della band dall'ottimo Enemy Of God, come confermano una dopo l'altra le perle inanellate dai teutonici nel disco. Una su tutte, il bellissimo e commovente dittico, tra la dichiarazione di stile e il testamento artistico, che chiude l'album: "Side By Side" e "Death Becomes My Life". Dimostrazione di come la freschezza compositiva non comporti necessariamente spingersi troppo oltre il proprio seminato. Certo, del territorio musicale che occupano oggi, i Kreator sono i signori incontrastati.





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