Kee Of Hearts
Kee Of Hearts

2017, Frontiers Music
AOR

Recensione di Simone Muzzoni - Pubblicata in data: 19/09/17

I Kee Of Hearts sono l'ennesimo progetto AOR di qualità targato Frontiers che vede la luce in questo 2017, e stavolta è facile intuire già dal titolo quale sia il livello degli artisti coinvolti nel progetto: parliamo nientemeno che  di Kee Marcello, storico guitar hero degli Europe, che unisce le forze con Tommy Heart, frontman dei Fair Warning, band tedesca che negli anni '90 riuscì a fondere con discreto successo il rock d'arena d'oltreoceano con il più roccioso hard rock teutonico.

 

A completare la line-up sono chiamati il bassista Ken Sandin e l'italianissimo batterista Marco Di Salvia (membro della band di Pino Scotto, con cui lo stesso Kee Marcello collaborò in occasione dell'album "Buena Suerte"); ma non è lui l'unico portabandiera a partecipare alla stesura del disco: infatti tra i protagonisti maggiori troviamo Alessandro Del Vecchio, per l'occasione impegnato non soltanto alle tastiere, backing vocals e mixer ma anche in veste di produttore forte delle recenti esperienze con Revolution Saints, Hardline e Jorn.

 

Il sound della band è stato definito dagli stessi membri come "AOR Scandinavo che incontra l'hard rock tedesco", fatto fin qui abbastanza intuibile, considerando le maggiori band di militanza dei due frontman, ovvero i succitati Europe (specialmente i due album in cui Marcello fece parte della band, ovvero "Out of This World" del 1988 e "Prisoners In Paradise" del '91), ed i Fair Warning, gruppo che ebbe tra i maggiori ispiratori proprio gli Europe. Tra le altre influenze, difficili da ignorare quando ci sia addentra in ambito AOR, ci sono act storici quali Journey e Survivor, ed altri di minor successo come i Treat, i Giant e gli stessi Hardline.

 

Dal punto di vista delle canzoni, si nota subito come la classe innata ed il gusto melodico di Kee Marcello dominino la scena, donando quel tocco in più capace di impreziosire ogni brano, sia nel caso dei pezzi più melodici che negli episodi più spinti dalla forte impronta hard'n heavy, quali "Stranded" o "Edge Of The Universe"; anche i suoi classici assoli al fulmicotone non si fanno mai attendere, senza però scivolare nell'autocompiacimento, o nuocere alla struttura dei brani.


Il disco si rivela un condensato riuscito di AOR e hard rock melodico spinto di frequente sull'acceleratore, con ben pochi momenti per tirare il fiato: è il caso del duo anthemico iniziale, o di "Crimson's Dawn", in cui le acrobazie chitarristiche elettrizzano le strofe del pezzo, oppure del riff ipermelodico che apre "Twist Of Fate", che sembra venuto fuori direttamente da "Out Of This World" degli Europe, rifacendosi all'indimenticabile "Let The Good Times Rock".

 

La voce di Tommy Heart, sebbene non sia conosciuto quanto meriterebbe, continua ad essere una delle più belle in ambito AOR: non avrà più l'estensione vocale di vent'anni fa (andate a risentire pezzi come "Long Gone" o "Rivers Of Love", tratti dal debutto omonimo del '92 o da "Go", di cinque anni più tardi), ma riesce sempre a lasciare il segno con la sua esperienza, il carisma ed il suo inconfondibile timbro, ora aggressivo, ora dolce, come nel caso di "Bridge To Heaven" probabilmente il brano migliore del disco, reso indimenticabile dall'interpretazione sognante del singer.


Anche il resto della sezione ritmica si destreggia bene lungo le 12 tracce dell'album, ma tra questi è Del Vecchio a distinguersi particolarmente alle tastiere, sia nelle parti di raccordo che nei pezzi dove svolge un ruolo da protagonista come in "SOS" e "Stranded". Nonostante nel finale ci sia qualche calo di tono, come nella troppo ridondante "Mama Don't Cry", o nella conclusiva "Learn To Love Again", penalizzate da una certa ripetitività, la classe e l'abilità dei musicisti non manca di affiorare in ogni solco dell'album.

 

In definitiva, il debutto dei Kee Of Hearts riesce a inserirsi a pieno merito nel novero delle migliori ultime uscite in ambito AOR, sotto l'ala protettrice della Frontiers: un album ben suonato e ben prodotto, con più di uno spunto degno di nota che ci auguriamo favorisca, sia su disco che sul palco, la carriera di un genio delle sei corde come Kee Marcello. Consigliato a tutti i fan nostalgici, sebbene i Kee of Hearts non siano soltanto uno sguardo al passato, motivo per cui non dubitiamo che ne sentiremo parlare ancora a lungo nei prossimi anni.





01.The Storm
02.A New Dimension
03.Crimson Dawn
04.Bridge To Heaven
05.Stranded
06.Mama Don't Cry
07.Invincible
08.S.O.S.
09.Edge Of Paradise
10.Twist Of Fate
11.Learn To Love Again

Recensione
Neal Morse - Jesus Christ The Exorcist (Live At Morsefest 2018)

Speciale
L'angolo oscuro #14

Intervista
Hammerfall: Oscar Dronjak

Recensione
The Smashing Pumpkins - Cyr

Intervista
Amahiru: Frederic Leclercq

Intervista
Marathon: Mark Kelly