Jack Slamer
Jack Slamer

2019, Nuclear Blast
Hard Rock

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 05/05/19

Che Black SabbathDeep Purple e Led Zeppelin avessero, a distanza di decenni, un seguito immutato, emerge quale dato incontrovertibile; che fossero anche materiale da cui trarre ispirazione, lo dimostrano il proliferare di band obbedienti al loro verbo, come Greta Van FleetRival SonsWolfmother, punte di un iceberg musicale in crescita costante. Alla miriade di gruppi nati sull'onda di tale revival si aggiungono i Jack Slamer, che debuttano su Nuclear Blast con la reissue dell'album omonimo pubblicato nel 2016: di fatto, il vero esordio per il quintetto svizzero nato nel 2007, nonostante il curriculum conti già due lavori autoprodotti e una serie di concerti in giro per l'Europa. Ecco perché, a partire dalla voce piena e ricca di pathos di Florian Ganz, i nostri appaiono una formazione ben rodata, in grado di restituire agli ascoltatori un sound caldo, organico, rumoroso, senza scopiazzare, nei limiti del possibile, monumenti ed epigoni.
 
I ragazzi di Winterthur, dunque, interpretano l'hard dei Seventies nella sua forma più pura e spigliata, quasi come se il genere muovesse ora i passi iniziali: non si può non rimanere conquistati dal groove delle melodie, dal riffing granitico, dalle stentoree linee di basso di un opus che fa del ritmo incessante la propria ragione di esistere. Così, i fraseggi, le atmosfere, i vuoti tensivi à la "Whole Lotta Love" di "Turn Down The Light" e il flavor ozzyano di "Entire Force" si amalgamano, con disinvoltura, alle chitarre psichedeliche della nebbiosa "The Wanted Man" e al classic rock profumato d'argilla di "The Truth Is Not A Headline". E mentre l'insinuante "Red Clouds" cita i primi The Black Crowes e "There's No Way Back" possiede le stigmate della perfetta ballad blues, per "The Shaman And The Wolves" occorre scaraventare i The Doors nelle desert sessions di Rancho de la Luna al fine di inquadrarne la genesi e gli sviluppi strutturali. 
 
I Jack Slamer comprovano che non bisogna attraversare strade polverose e fuori mano quando si desideri giungere in un luogo divertente e sicuro: basta prendere in mano una Les Paul e maneggiarla con rispetto, al resto pensano lo spirito e il talento. Old fashioned, ovviamente.




01. Turn Down The Light
02. Entire Force
03, The Wanted Man
04, The Truth Is Not A Headline
05. Red Clouds
06. Biggest Mane
07. The Shaman And The Wolves
08. There's No Way Back
09. I Want A Kiss
10. Secret Land
11. Honey & Gold
12. Burning Crown

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