Sanctuary
Inception

2017, Century Media
Heavy Metal

Una buona release in attesa del prossimo album della band.
Recensione di Roberto Di Girolamo - Pubblicata in data: 01/03/17

Dopo il comeback "The Year The Sun Died" che ha segnato il ritorno dei Sanctuary nel 2014 dopo moltissimi anni di assenza, quello che la band ci propone in questa occasione con "Inception" è una demo del 1986 che la band registrò come preambolo a quello che poi sarebbe diventato il debut "Refuge Denied" solo pochi anni più tardi. Trovato casualmente nelle segrete del posto dove la band ha scritto il suo album di comeback, il master analogico (per fortuna ancora in buono stato) contenente il demo è stato trasportato su digitale, ripulito, restaurato, ricostruito e reso fruibile ad un pubblico moderno con l'intenzione però di non perdere quella patina grezza presente nelle registrazioni originali.
 

Rispetto al lavoro ufficiale, "Inception" vede la mancanza nella tracklist di due canzoni ("Sanctuary" e Termination Force") ma contiene gli inediti "Dream Of The Incubus" e "I Am Insane", esclusi dal debutto perché ritenuti troppo diversi dal resto del materiale. I rimanenti brani sono quindi gli stessi, naturalmente differenti nel songwriting negli arrangiamenti, indubbiamente più grezzi e diretti in questa versione.

 

L'operazione di restauro, ripulitura, editing, missaggio e mastering a cura del produttore Zeuss (Queensyrche, Rob Zombie, Hatebreed) è stata eseguita alla perfezione, tanto che si stenta a credere che il materiale possa essere una semplice demo di trent'anni fa, se non fosse per esecuzioni evidentemente organiche e spontanee e per un ovvio piglio acerbo nelle composizioni, che comunque mostrano una band dalle indubbie potenzialità, tanto da attirare l'attenzione di Dave Mustaine in veste di produttore per quello che poi sarebbe diventato il primo vero full-lenght.

 

"Inception" rimane un prodotto che soddisferà i fan più curiosi intrattenendoli a dovere in attesa del prossimo lavoro della band, mentre per tutti gli altri l'ascolto di questa riedizione ha un appeal molto relativo, nonostante sia stata fatta a dovere pur senza tradirne in alcun modo lo spirito originale, trasportandolo al contrario in maniera convincente nel 2017.





01. Dream of the Incubus
02. Die for My Sins
03. Soldiers of Steel
04. Death Rider / Third War
05. White Rabbit
06. Ascension to Destiny
07. Battle Angels
08. I Am Insane
09. Veil of Disguise

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