In This Moment
Mother

2020, Atlantic Records, Roadrunner Records
Alternative Metal

Nessuna grande novità: lo stile scenografico degli In This Moment colpisce ancora
Recensione di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 31/03/20

A tre anni da "Ritual", gli In This Moment mettono la firma sull'album numero sette, "Mother". La band, dedita alla vita on the road e conosciuta per le composizioni quasi cinematografiche, mantiene le proprie caratteristiche fondamentali anche in questo nuovo lavoro, riuscendo comunque a offrire un prodotto appetibile per i fan.

 


Anche in questo disco, le atmosfere scenografiche e a tratti oscure fanno da protagoniste, insieme alla performance di Maria Brink, elementi che si amalgamano in modo equilibrato alla parte strumentale. "Mother" è un lavoro degno di una band unita, che si dimostra sempre preparata soprattutto sui propri cavalli di battaglia. 
Dopo la breve intro "The Beginning", si viene immediatamente catapultati in atmosfere minacciose con "Fly Like An Eagle". Il lento incedere della sezione ritmica, sostenuta dai muri delle chitarre, fa da sfondo alla suadente performance di Maria Brink, inserita nel contesto in cui si trova perfettamente a suo agio. Dopo un breve intermezzo, la voce della cantante esplode letteralmente nel ritornello di "The In-Between", pezzo che inizia a mostrare i muscoli e che si presenta come prototipo di singolo degli In This Moment. Con "Legacy", iniziano a manifestarsi i punti deboli del lavoro: sono poche le variazioni e i sussulti (nemmeno la cover dei Queen di "We Will Rock You"), come invece accade con "As Above So Below", nella quale i bpm si impennano imperiosi e il doppio pedale scandisce il tempo alla perfezione. Altri pezzi degni di nota per la loro potenza sono "God Is She" e "Hunting Grounds", alla quale prende parte anche Joe Cotela dei Ded. Tra le tracce più soft troviamo invece la titletrack e la conclusiva "Into Dust", entrambe ben costruite e con un giusto compromesso tra emotività e solennità. 

 

 

Gli In This Moment tornano sulle scene con un album senza infamia e senza lode. La band fa leva ancora una volta sui propri punti forti: la voce e l'attitudine della Brink e la propria teatralità. Il risultato è un prodotto che funziona, ma senza superare troppe aspettative. 





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