Kalevala hms
If We Only Had a Brain

2020, Indipendente
Folk Metal

Recensione di Fabio Polesinanti - Pubblicata in data: 03/09/20

I Kalevala hms si sono fatti attendere. Possiamo infatti contare ben otto anni dal precedente studio album "There and Back Again" e sei dal doppio live "Tuoni, Baleni, Fulmini". Un tempo che è servito al gruppo per trovare nuove ispirazioni in percorsi mai banali, su strade originali che i Kalevala hms hanno da sempre percorso. Strade non prive di ostacoli, che in questi anni trascorsi sono rappresentati anche da due cambi di formazione. I Kalevala hms sono sempre stati un gruppo che ha racchiuso in sé numerosi riferimenti, attingendo idee e ispirazione da ogni tempo e ogni luogo, dal rock anni '70, all'heavy metal, fino al cantautorato e al folk, andando a intrecciare tessuti sonori di indubbia qualità e di deciso interesse per la loro intrinseca originalità. La nuova fatica "If We Only Had a Brain", registrato a maggio 2019, fortifica questa loro visione unica della musica, un disco particolarmente corposo composto da ben 15 tracce, di cui 4 sono cover profondamente ri-arrangiate, alle quali è stata conferita una forte impronta personale, come è nello spirito della band. Ancora una volta assistiamo a un incontro tra testo e musica che porta a creare qualcosa di inscindibile, e che permette a chi ascolta di perdersi in un viaggio a volte poetico, a volte astruso e più complesso, riflettendo a suon di noite sulle tematiche più varie.

 

Un vero e proprio tourbillon sonoro che inizia con una doppietta capace di mettere in chiaro alcune delle ascendenze musicali dell'ensemble nostrano: oltre all'umorismo neanche troppo sotterraneo che ne permea le liriche, tra le intercapedini entusiastiche di "Song To Sing In Case Of Armageddon" e "Victory Is For Suckers", ritroviamo le due anime dei Jethro Trull, quella squisitamente folk nella prima traccia, quella progressive tutta violini e flauto nella seconda. Con la marcetta "Dumbo Alla Parata Nera" viene rielaborata una canzone presente nella soundtrack dell'omonimo film d'animazione targato Walt Disney, aggiungendovi un ironico testo di stampo antifascista; e se la teatrale "Micky Finn" chiama in causa i vecchi The Pogues e la title track, rifacimento di una canzone tratta dalla pellicola del 1939 "Il Mago Di Oz", mostra il lato più irriverente e giocoso dei Kalevala hms, "Cyberkampf" segue linee melodiche poco convenzionali, trasmettendo un generale senso di inquietudine.

 

È, invece, la preponderante partecipazione del Coro Dei Malfattori, presente anche altrove nel lotto, a marchiare a fuoco "Die Moorsoldaten", brano simbolo della Resistenza contro il regime hitleriano, composto nel 1933 e cantata in tre lingue diverse (italiano, francese e tedesco): una serietà malinconica spazzata via dal trittico "Root Radioed", "Medusa", "No Cheese=Blue Cheese", nel quale si intrecciano, rispettivamente Irish rock, gorgheggi operistici e magnetismi fluo anni '80. Dopo lo strambo semistrumentale "For The Old Word", la versione di "Elettrochoc" dei Matia Bazar non fa rimpiangere l'originale con le sue sinuose movenze dark-electro, mentre le polifonie vocali transalpine di "Les Peintres", le suggestioni di frontiera à la Wall Of Voodoo di "Principessa" e l'afflato epico di "Tribù", chiudono a dovere un lavoro corposo e caleidoscopico. 

 

Difficile non farsi trascinare da questo vortice, difficile non lasciarsi affascinare da questo mix di stili, da una musica prorompente, vissuta e pulsante, da storie ispirate e profonde. Testo e musica, riflessioni e note che toccano l'animo così come la mente.





01. Song to Sing In Case Of Armageddon
02. Victory Is For Suckers
03. Dumbo Alla Parata Nera
04. Mickey Finn
05. Cyberkampf
06. If We Only Had a Brain
07. Die Moorsoldaten
08. Root Radioed
09. Medusa
10. No Cheese=Blue Cheese
11. For The Old World
12. Elettrochoc
13. Les Peintres
14. Principessa
15. Tribù

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