Kamelot
I Am The Empire - Live From The 013

2020, Napalm Records
Power Symphonic Metal

Recensione di Fabio Polesinanti - Pubblicata in data: 18/08/20

Trovare qualcosa di positivo in questa estate 2020 così anomala e incerta è impresa davvero ardua, soprattutto per chi ama la musica e per chi normalmente dedica questi mesi a festival e concerti. In un momento in cui tutto tace, i Kamelot non si lasciano sfuggire l'occasione di riempire il silenzio con un live album/DVD, che - almeno in parte - riporta ai fan l'emozione della musica dal vivo. La band capitanata dal talentuoso chitarrista Thomas Youngblood ha lavorato sodo negli scorsi mesi, dando alla luce "I Am The Empire - Live From The 013", un live album/DVD che ci regala un'istantanea reale ed emozionante dello special show tenutosi in Olanda il 14 Settembre 2018 e dello stato di salute di una band in costante ascesa da anni, nonostante i cambi di formazione. L'ultimo di questi ha visto, ormai 8 anni fa, Tommy Karevik subentrare a Roy Khan come frontman, un passaggio delicato che ha portato nuova linfa vitale alla band grazie al talento e al carisma della voce dei Seventh Wonder.

 

Il concerto è girato in un O13 sold-out, con un pubblico entusiasta al cospetto di una produzione ricca e d'effetto che fa da perfetta cornice alla vera protagonista della serata: la musica dei Kamelot. La scaletta è selezionata in modo da ripercorrere l'intera carriera della band, per un totale di 21 brani. Risulta difficile selezionare i momenti migliori, ma di certo l'emozionante intro di "Trascendence", seguita da "Phantom Divine (Shadow Empire)", sono un inizio trionfale. Dall'ultimo "The Shadow Theory", sono di grande intensità "Ravenlight", che vede la presenza di Sascha Paeth, con cori che trascinano un pubblico semplicemente conquistato, l'energica "Amnesiac" e l'epica "Burns to Embrace". Dal passato si pesca da alcuni grandi pezzi storici della band, da "Rule The World" a "When The Lights are Down", da "Forever" dal capolavoro "Karma", sino a "The Great Pandemonium", anche se al centro della scaletta rimangono gli ultimi 3 album, quelli grazie ai quali abbiamo conosciuto voce e talento di Tommy, che brilla particolarmente in brani come "Insomnia" e "Veil of Elysium".

 

Il Live è impreziosito anche dalla presenza di molteplici ospiti che hanno contribuito a rendere ancora più speciale una serata unica. Su tutte la performance che vede sul palco insieme a Tommy Elize Ryd e Alissa White Gluz, che grazie alle loro voci così differenti impersonificano rispettivamente dolcezza e aggressività nella favolosa "Sacrimony (Angel of Afterlife)" dal bellissimo "Silverthorn" - primo album con il cantante canadese al microfono dopo l'era Roy Khan, anche per questo, pezzo decisamente significativo ed emozionante. Alissa partecipa anche alla demoniaca "March Of Mephisto", grande classico della band enfatizzato dal growl della cantante degli Arch Enemy, che porta il suo prezioso contributo anche sul finire del concerto con una trascinante "Liar Liar", altro cavallo di battaglia dei Kamelot. C'è anche una prima volta dal vivo per la dolcissima "Under Grey Skies", in un duetto da brividi con Charlotte Wessels dei Delain, entusiasta di poter contribuire a questa serata, così come gli Eklipse in "My Confession".

 

"I Am The Empire - Live From The 013" farà la gioia di tanti fan della band e del genere, immortalando non solo esibizioni uniche, ma anche lo stato di salute attuale di una band in piena ascesa. Non possiamo che scatenarci con le cuffie nelle orecchie, nell'attesa di poter ritrovare i Kamelot sopra un vero palco.





01. Transcendence (Intro)
02. Phantom Divine (Shadow Empire) - feat. Lauren Hart
03. Rule The World
04. Insomnia
05. The Great Pandemonium
06. When The Lights are Down
07. My Confession - feat. Eklipse
08. Veil of Elysium
09. Under Grey Skies - feat. Charlotte Wessels
10. Ravenlight - feat. Sascha Paeth
11. End of Innocence
12. March of Mephisto - feat. Alissa White Gluz
13. Amnesiac
14. Manus Dei
15. Sacrimony (Angel of Afterlife) - feat. Alissa White Gluz & Elize Ryd
16. Drum And Keys Solo
17. Here's to the Fall
18. Forever
19. Burns to Embrace - with Children's Choir
20. Liar Liar (Wasteland Monarchy) - feat Alissa White Gluz
21. Ministrium (Shadow Key)

Recensione
Deftones - Ohms

LiveReport
Lamb Of God - Self Titled Album Global Stream - Richmond, Virginia 18/09/20

LiveReport
Black Anima - Live from the Apocalypse 2020 - Milano 11/09/20

Recensione
Napalm Death - Throes Of Joy In The Jaws Of Defeatism

Speciale
L'angolo oscuro #9

Recensione
Finntroll - Vredesvävd