Awolnation
Here Come The Runts

2018, Red Bull Records
Alternative, Electronic Rock

Un lavoro valido ed efficace, in cui sfuriate rock vengono alternate a beat elettronici e momenti più melodici.
Recensione di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 13/03/18

Negli ultimi anni, abbiamo testimoniato a molti i casi di artisti che hanno provato soluzioni di sound che prevedessero un mix composto dai generi più disparati, senza però riuscire a raggiungere un risultato soddisfacente o quantomeno duraturo nel tempo. Se, da una parte, dei lavori simili possono essere rivolti ed apprezzati da una più ampia fetta di pubblico, la possibilità di creare album poco omogenei e senza vere e proprie idee è sempre dietro l'angolo. Nella lista di chi recentemente è invece riuscito a fare segno in questo ambito, troviamo in grassetto il nome di Aaron Bruno. Il musicista, dopo aver abbandonato gli Hometown Hero e i Under The Influence Of The Giant, ha deciso di lanciarsi in un progetto che rispecchiasse la sua idea di musica. Nascono in questo modo gli Awolnation, che, dopo un buon successo mondiale con hit come "Sail", giunge nel 2018 alla pubblicazione del terzo lavoro: "Here Come The Runts".

 

Pur mantenendo uno stile eclettico e variegato, il nuovo album si differenzia dai due precedenti in quanto aggiunge ulteriori elementi al viaggio musicale intrapreso da Bruno. Oltre alle forsennate sfuriate rock alternate a momenti melodici e ritmi electro, in "Here Come The Runts" vedono luce per la prima volta diverse influenze blues e folk, che accompagnano soprattutto la parte centrale del lavoro. Molti brani sono più riflessivi e rispecchiano in pieno la vecchia tradizione americana, dando a tratti al disco un piacevole sapore retrò, oltre alle sensazioni già note ai fan della band. L'album risulta quindi originale e riesce a far centro attraverso tutti i diversi generi espressi ed intrecciati con maestria. "Here Come The Runts" è costituito da 45 minuti di musica orecchiabile e senza troppe pretese che si lascia ascoltare con grande facilità, complice anche la varietà dei brani, che vengono alternati con le giuste pause. Tracce più complesse dal punto strutturale, sono inframmezzate da esplosioni e da pezzi più sfacciatamente melodici e nonostante questo, il lavoro mantiene sempre la propria identità, senza andare a snaturarsi nel corso dell'ascolto.

 

Bruno dimostra di conoscere bene il detto secondo cui non esiste una seconda prima impressione. La title track apre il lavoro con ritmi nervosi e continue variazioni, risultando in un pezzo implacabile, forse il migliore del lotto. Ma anche il singolo "Passion" è sulla stessa lunghezza d'onda e più generalmente la prima parte del disco è costituita da pezzi coinvolgenti ed evidenzia quello che gli Awolnation sanno fare bene. È proseguendo il viaggio vengono riprese le radici della musica americana, con brani come "Table For One" e My Molasses". Solo nel finale torna la sfrontatezza tipica del musicista, che, con l'ultimo episodio "Stop The Train" crea una traccia in crescendo a tratti claustrofobica, culminante nel violento finale sottolineato dagli scream.

 

Difficilmente le canzoni presenti in "Here Come The Runts" verranno ricordate negli anni a venire, ma bisogna riconoscere a Bruno una proposta valida, variegata e tremendamente efficace, capace di rapire diverse categorie di ascoltatori, a patto di gradire le contaminazioni di diversi generi. Forse i puristi non si troveranno d'accordo, ma molto spesso l'evoluzione musicale passa proprio dal trovare la giusta formula data dall'equilibrio di diversi elementi.





01. Here Come the Runts
02. Passion
03. Sound Witness System
04. Miracle Man
05. Handyman
06. Jealous Buffoon
07. Seven Sticks Of Dynamite
08. A Little Luck... And A Couple of Dogs
09. Table for One
10. My Molasses
11. Cannonball
12. Tall, Tall Tale
13. The Buffoon
14. Stop That Train

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