We Sell The Dead
Heaven Doesn't Want You And Hell Is Full

2018, EarMusic Records
Classic Metal

«E se Jack lo Squartatore avesse suonato in una band? Una heavy metal band?...»
Recensione di Matteo Poli - Pubblicata in data: 07/03/18

Pare che fantasticare sul vecchio Jack The Knife sia stata la scaturigine del progetto We Sell The Dead, supergruppo che ospita membri o ex membri di varie metalband, la formazione essendo composta da Niclas Engelin alla chitarra (In Flames, Engel), Gas Lipstick  alla batteria (HIM), Apollo Papathanasio alla voce (Spiritual Beggars, Firewind) e Jonas Slättung al basso (Drömriket). Le premesse sono ottime già dal divertente artwork di copertina e dallo splendido titolo: "Heaven Doesn't Want You And Hell Is Full".
La musica ci trascina in un cupo immaginario vittoriano: un mondo zeppo di miseria e carbone, che vomita nebbia, brandelli di aristocrazia in declino ed esoterismi, borghesia e sangue, isteria e scienza. Un romanticismo - tessuto di oscurità e splendori, come nei quadri di Turner - permea questo lavoro, condotto su un sapiente dosaggio di atmosfere suggestive, ottima produzione e brani ispirati che parlano di sesso, morte e religione.


Jonas Slättung spiega: «Tutte le immagini visionarie che avevamo in testa, combinate con testi a volte leggermente morbosi, ci ha fatto pensare che sarebbe stato questo il modo in cui avrebbe suonato la nostra musica, se l'heavy metal fosse esistito nel 19esimo secolo, o se Jack lo Squartatore avesse viaggiato nel tempo per unirsi a una metalcombo: i We Sell The Dead sarebbero certamente stati la sua backing band e si sarebbe trovato a casa con noi». D'altra parte, lo stesso Jack nel film inglese "Time After Time" (in cui lo Squartatore prende effettivamente la macchina del tempo e si ritrova nel 1979) ammette: «nel 1893 ero un mostro; oggi sarei un amateur».


"The Body Market" ci accoglie con cortesia e professionalità nel nostro rivenditore di carne umana preferito, affila gli attrezzi del mestiere sul sottofondo di una nenia circense, tira su lo sciarpone nero sino agli occhi e dà il via alla danse macabre: "Echoes Of An Ugly Past", splendida ed inquietante come le architetture di Atlantide, conduce dritta dritta a "Leave Me Alone", cupa e sabbathiana, e alla visionaria "Imagine" (no, niente a che vedere con Lennon). "Trust" è la ninna-nanna che ogni true metaller vorrebbe sentire prima dell'ultima sera. "Turn It Over" trae linfe dall'AOR in voga nella seconda metà degli eighties, mentre lo struggente madrigale "Too Cold To Touch" esplora i confini tra amore e morte, alternando delicati intrecci di chitarra e basso alla gravità plumbea delle aperture; morbosamente, "Pale And Perfect" insinua in noi con la lentezza sostenuta del tirannosauro il sospetto che non vi sia pallore più candido di quello di una bella Jane Doe. "Silent Scream" è il silenzioso grido metallico del correre della lama del boia, l'ultima cara mano ad accarezzarvi: emozionante il montaggio delle voci (echi di "The Bard's Song" dei Blind Guardian...). Davvero personale e convincente il suono delle chitarre e della batteria in un continuum sonoro trascinante, che solleva di due spanne la qualità già alta del songwriting e degli arrangiamenti.

 

I We Sell The Dead hanno la capacità di evocare la grandezza dei classici della golden age of leather senza per questo plagiarli a man bassa. Lo stile li situa in un limbo spaziotemporale, a mezza strada tra gli Angel Witch e i Pentagram con un pizzico di Dio (nel senso di Ronnie James), con l'impalpabile magia di un sound deliziosamente anacronistico, di base seventies ma corretto dagli algoritmi della produzione digitale. Musica come si faceva una volta: giocando con pochi ingredienti sapientemente dosati, conduce l'ascoltatore in una dimensione magica. No: la proposta musicale dei WSTD non è innovativa; ciò nonostante, è certamente un disco ispirato, con tutti i musicisti in ottima forma e sul pezzo. In ogni caso, qualcosa di più e meglio del mero divertissement che era lecito aspettarsi.





01. The Body Market
02. Echoes Of An Ugly Past
03. Leave Me Alone
04. Imagine
05. Turn It Over
06. Too Cold To Touch
07. Trust
08. Pale And Perfect
09. Silent Scream

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