Extrema
Headbanging Forever

2019, Rockshots Records
Thrash/Groove Metal

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 10/05/19

Avevamo nostalgia di un moniker storico come gli Extrema: l'abbandono, non privo di polemiche, di GL Perotti, faceva temere il peggio circa il futuro del gruppo meneghino. Ma, grazie all'arrivo del nuovo singer Tiziano "Titan" Spigno e la cocciutaggine di Tommy Massara, professionista maniacale e vera anima della band, ecco che l'atteso settimo album, sotto il significativo patrocinio di Rockshots Records, prende forma: "Headbanging Forever" rappresenta un condensato di energia dinamitarda, aperto a un grado di sperimentazione forse mai davvero così palpabile se guardiamo alla produzione discografica recente e, dal punto di vista testuale, LP certo più leggero rispetto alle tematiche cospirative affrontate nei lavori anteriori. Argomenti che, al pari di una tenaglia, rischiavano di stritolare completamente l'inventiva dei nostri, incapaci di emanciparsi da tale pesante fardello lirico: eliminate le costrizioni, anche la musica, adesso, sembra tornare a quell'approccio d'assalto, pregno di attitudine rock'n'roll, che, all'epoca, contraddistinse l'esplosivo esordio "Tension At The Seams" (1993).
 
Pronti e via con un trittico da applausi: l'opener "The Call" costituisce un ordigno ad alta concentrazione thrash, "Borders Of Fire", pur madida di groove panteriano, accumula chorus psichedelici e sezioni progressive, il singolo "For The Loved And Lost" si nutre di ritmiche serrate e alcoliche influenze southern. Il songwriting di Massara, creativo e alieno da imprecisioni, e le ruvide linee vocali di Spigno, aggiungono ai brani la necessaria patina di esperienza e maestria in grado di trasformare un opus solo discreto in qualcosa da ricordare.
 
Nei cambi di tempo di "Heavens Blind", nel piglio mozzafiato della lovecraftiana "Pitch Black Eyes", in una title track trasudante Dimebag Darrel e nu metal, il duo, sulle cui pendici si abbarbicano, martellanti, basso e batteria, gira che è un piacere. E mentre "Believer" ansima cibernetica e minacciosa, "Invisible" profuma di Alice In Chains e Nile senza perdere un grammo di Bay Area mood; "Paralized", poi, parte à la Motörhead e flirta spudorata col death, sino a quando "The Showdown" chiude i giochi riprendendo le cadenze assassine dell'opener.
 
Coesi, granitici, fantasiosi: gli Extrema si confermano una realtà consolidata del panorama italiano ed europeo ed "Headbanging Forever" mostra che le ripartenze, a volte, regalano maggiori soddisfazioni della routine di qualità. L'ultimo tassello (per ora) di una carriera a schiena dritta.

 

 

 

 

 





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