Hardcore Superstar
HCSS

2015, Gain Music / Sony
Hard Rock

La mano sapiente di Joe Barresi spinge Jocke e compagni verso l'ottavo tour mondiale, ma un ruolo importante grava sui pionieri del Rock scandinavo.
Recensione di Francesco De Sandre - Pubblicata in data: 19/04/15

C'è una nuova Superstar nel gruppo: si chiama Joe Barresi e agisce grazie alla benedizione di Slipknot, QOTSA, Soundgarden e tanti altri. È una sorta di profeta dell'Heavy il responsabile della svolta alternativa della formazione di Göteborg. Jocke, Adde, Vic e Martin hanno i nuovi brani pronti da quasi un anno, ma le tappe europee e le incursioni negli States ritardano la pubblicazione di "HCSS", che esce frettolosamente e non sarà mai ricordato come uno degli album migliori della travolgente carriera degli Hardcore Superstar, concetto che assume un senso solo se traslato di forza su centinaia di palchi, o se inserito in una biografia che anno dopo anno inizia a diventare importante.

 

Dopo un sold out al Whisky a Go Go, per il decimo album in meno di vent'anni si ritorna tutti in casa Gain Records: si ritorna anche alle origini della band, alle demo del '94, a quell'approccio provinciale e sincero che gli sfarzi Chic-Sleaze dell'ultimo periodo avevano affossato, facendo pensare al tradimento dell'attitudine degli esordi. Joe Barresi mette in luce i bassi, minimizza i cori, fa emergere il Grunge che ha nel sangue, e a finire nel dimenticatoio è "C'mon Take On Me" e i conseguenti inni alla distruzione ricreativa. Una metamorfosi che non si ripete dal vivo, ma che in studio è forte sinonimo di maturità e disposizione al mutamento, ad affrontare un ruolo di riferimento con una personalità leale.

 

"HCSS", nella sua esplosività d'obbligo e spontanea, è testualmente cupo, riflessivo, uno stacco generazionale carico di rimorso e rassegnazione. Un amaro dopo una birra. L'ennesima firma con cui i quattro marchiano il muro sporco di un backstage, un album voluto radio-friendly, così che possa contaminare e aprire le menti di chi si fa facilmente accecare da una tendenza, da un istinto che è solo scena e non vera emozione.





01. Don't Mean Shit
02. Party 'Til I'm Gone
03. The Cemetary
04. OFF With Their Heads
05. Fly
06. The Ocean
07. Touch The Sky
08. Growing Old
09. Glue
10. Messed Up For Sure

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