Giuseppe Righini
Houdini

2015, Ribéss Records
Cantautorato / Elettronica

Recensione di Riccardo Coppola - Pubblicata in data: 22/04/15

L'escapologia, l'electrorato, i lupi mannari, Baudelaire, Amsterdam: un assortimento eterogeneo di suggestioni, un particolare brainstorming di idee apparentemente scollegate, a descrivere l'opera terza del cantautore riminese Giuseppe Righini.

Colori, viaggi, parole: è un album pregno "Houdini", un album senz'altro colto, intellettuale, sfaccettato. Ma al tempo stesso un album che si pone come chiaro obiettivo quello di non far gravare questa sua internazionalità (il disco è concepito a Berlino, e il krautrock si sente) e questa sua profondità sulle spalle dell'ascoltatore: ne viene fuori una raccolta di vivace pop elettronico in cui ogni brano ha la spensierata capacità d'acchiappare di un singolo, e la giusta percentuale di intima ricercatezza da giustificare sessioni d'ascolto più assorte.

E se a spiccare, chiaramente, è il singolone trascinante "Magdalene", a meritare accurati approfondimenti sono anche le ipnotiche frequenze basse di "Bye Bye Baba", le bluvertighiane tastiere di "Tic Toc Bar", il lounge che accelera di "Nonsense Dance", il morbido goticismo di "Licantropia". Un album da godersi d'un fiato, e poi da riascoltare, tante volte, per scoprirne tutti i dettagli. Che sono tanti, davvero tanti.

 

Si va da A verso B fino a Z e poi... si ricomincia da capo.





01. Monge Motel
02. Magdalene
03. Amsterdam
04. Nonsense Dance
05. Licantropia
06. Bye Bye Baba
07. Tic Toc Bar
08. Lungo La Strada
09. Houdini
10. Non Siete Soli

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