GHØSTKID
GHØSTKID

2020, Century Media Records
Metalcore

"GHØSTKID" è il bambino irrequieto e geniale di Sebastian Biesler e non vediamo l'ora che diventi, finalmente, grande.
Recensione di Giampiero Pelusi - Pubblicata in data: 10/11/20

Quando un abito che hai amato per anni inizia ad essere troppo stretto, cosa converrebbe fare? Accantonarlo? Oppure continuare ad indossarlo, rischiando di soffocare? Mentre tentiamo di dare una risposta a questa domanda, Sebastian "Sushi" Biesler è già dal sarto di fiducia a farsi cucire addosso chilometri di stoffa pregiata, il suo vestito su misura: "GHØSTKID". Dopo la scissione dagli Eskimo Callboy, il frontman tedesco si rituffa istantaneamente nella mischia disegnando ad arte il prototipo del suo nuovo giocattolino, diamante grezzo della sua discografia.

 

Pubblicato per Century Media Records, il progetto "GHØSTKID" convince sin dal primo ascolto e mette d'accordo anche i detrattori più accaniti dell'emocore e dei suoi intermezzi melodici. Sushi si libera dei macigni che lo ancoravano al terreno e rimodella tutta l'esperienza incorporata esalando violentemente tutto il suo estro e le sue capacità creative, rimaste intrappolate finora in schemi che non gli appartenevano più.

 

Il disco parte spedito con le iconiche "FØØL" e "START A FIGHT", stendardi di guerra logori innalzati con forza a dichiarare le intenzioni del disco: mettete gli elmetti e riparatevi. Riff granitici, scream devastanti, frustate melodiche, refrain impattanti. Il frontman fagocita a grossi bocconi la musica di Fever 333 e Bring Me The Horizon, asportandone sonorità e stili compositivi miscelati magistralmente con richiami di nu metal e industrial di inizio millennio. Non mancano pezzi più cauti ed emozionali come "SHARKS" e "CØLD WØRLD", dove Sushi ripone momentaneamente le sue armi più ruvide per dare respiro alla sua estensione vocale, capace in queste occasioni di toccare e mettere in moto le corde tese dell'anima. "DRTY" riprende la trama delle prime due tracce, condendola con un bridge elettronico che richiama, timidamente, la dubstep. La seguente "THIS IS NØT HOLLYWØØD" è senza dubbio uno dei pezzi più interessanti di tutto il plot: hip-hop lisergico nelle strofe, prima sussurrato e poi sparato a decibel elevati nelle orecchie dell'ascoltatore, precede un ritornello che con un solo ascolto rimane incollato al cervello. Il pezzo è inserito per ben due volte in scaletta, nella prima è Timi Hendrix ad accompagnare Sushi nelle strofe, nella seconda è il turno di Johnny 3 Tears degli Hollywood Undead. Sarebbe stato forse più consono fondere entrambe le strofe e riunirle in un'unica traccia per lasciare spazio ad un'ulteriore canzone, ma, in generale, entrambi i pezzi funzionano bene.

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Il disco vede anche la collaborazione di Marcus Bishoff in "SUPERNØVA", traccia rocciosa e imponente e di Mille Petrozza, leader dei teutonici Kreator, nella velocissima "CRØWN". "ZERØ" viene aperta da un'insolita intro che mescola infusioni di Nine Inch Nails e musica dance anni '80, ma che viene subito spazzata via dagli scream dissennati del frontman, che cavalca come un fantino diabolico i riff imbizzarriti della sei corde. Menzione particolare per la rabbiosa "YØU & I", forse il pezzo migliore del disco, dove Sushi, rivolgendosi ad un suo amico entrato in coma, abbassa gli scudi ed esplode nel microfono tutta la rabbia e l'angoscia represse nel suo animo.

 

Non si può che rimanere soddisfatti dopo l'ascolto di un disco del genere: "GHØSTKID", senza ombra di dubbio, è un buonissimo lavoro che, con qualche piccolo accorgimento e, forse, con un pizzico in più di maturità stilistica, sarebbe tranquillamente tra le migliori uscite dell'anno. Sushi dimostra ormai padronanza nel genere ed un'ottima ingegnosità artistica che apre spiragli molto ampi di crescita. Nulla da dire sulla produzione, che risulta eccellente sotto tutti i punti di vista: Sky Van Hoff (Rammstein su tutti) risulta una garanzia di qualità sonora quando si siede in cabina. "GHØSTKID" è il bambino irrequieto e geniale di Sebastian Biesler e non vediamo l'ora che diventi, finalmente, grande.





01. FØØL
02. START A FIGHT
03. SHARKS
04. DRTY
05. THIS IS NØT HØLLYWØØD (feat. Timi Hendrix)
06. YØU & I
07. SUPERNØVA (feat. Marcus Bischoff)
08. CRØWN (feat. Mille Petrozza)
09. CØLD WØRLD
10. ZERØ
11. THIS IS NØT HØLLYWØØD (feat. Johnny 3 Tears)

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