Sodom
Genesis XIX

2020, SPV/Steamhammer
Thrash Metal

I Sodom non deludono, proseguendo il loro discorso brutale, senza nulla aggiungere o togliere da quanto detto in passato.
Recensione di Matteo Poli - Pubblicata in data: 08/12/20

Da almeno tre decadi per chi fa metallo pesante in Germania, thrash violento e brutale fa rima con Sodom. Il sound della band capitanata da Tom Angelripper ha cresciuto e influenzato - oltre che la nascita del death e del black - almeno tre generzioni di metallari e non sono poche le band dell'odierna NWOTM che guardano alla band originaria della Ruhr come ad un punto di riferimento. Con tutto il rispetto per la discografia successiva, i Sodom devono gran parte del successo al lavoro più celebre, "Agent Orange" (1989), primo album thrash tedesco ad entrare nelle classifiche nazionali e in vetta alle vendite di settore. Dopo un lungo iato tra fine '90 e inizio '00, la band è tornata a macinare dignitoso metallo, anche se con meno frequenza che in passato. Nel 2018, il ritorno dello storico chitarrista dei primi album Frank "Blackfire" Gosdzik ha fatto ben sperare i fan che aspettano ancora un sequel di "Agent Orange". Nel 2019 esce l'EP apripista "Out Of The Frontline Trench", che anticipa la title track del presente lavoro, una cupa e tesa strumentale; infine, un mese fa il singolo "Sodom & Gomorrah" e l'EP di remix "A Handful OF Bullets" aprono il sipario su "Genesi XIX".


Anticipiamo subito che questo nuovo lavoro non si tratta di un capolavoro né di un fiasco clamoroso, ma di una album solido, in linea col precedente "Decision Day" e senza troppe deviazioni da ciò che la band sa fare meglio e per cui è nota ed amata. Abbastanza prevedibilmente, i tedeschi non si allontanano dallo standard qualitativo conseguito in anni recenti e di cui forse il risultato più riuscito è "Epitome Of Torture" del 2013. Per cui troviamo in questo lavoro gli stessi punti di forza e debolezza di sempre.


Tra quest'ultime si manifestano la non sempre inappuntabile precisione esecutiva della band, una poca varietà tonale e una produzione non particolarmente brillante e "vintage" e che, a nostro sentire, smorza l'impatto della band invece di valorizzarlo. Dal lato opposto "Genesis XIX" trova le sue vette più alte nella carica innegabile e nell'aggressività, unite ad un songwriting senza guizzi, d'accordo, ma solido come il tek e che corrisponde a ciò che i fan vogliono sentire. Tra i momenti migliori dell'album troviamo la suggestiva title track, il singolo "Sodom & Gomorrah", l'articolata "The Harpooneer", "Nicht Mehr Mein Land", pesante come una garrota di domenica mattina, il temibile fuoco di sbarramento di "Dehumanized" e il bombardamento di "Waldo & Pigpen". Poco altro da aggiungere, per una band che come sempre dà esattamente ciò che promette.





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