Gem Club
In Roses

2014, Hardly Art
Dream Pop

Recensione di Riccardo Coppola - Pubblicata in data: 16/01/14

Quello che vi proponiamo oggi è un giochino d'immaginazione: pensate ai più candidi e soavi esemplari di dream pop che conoscete - se ne conoscete. Prendetene adesso la componente "dream", potenziatela agli estremi limiti, diluendola, dilatandone i tempi, facendo assumere al tutto la stessa incolore impalpabilità degli sfuggenti sprazzi di luce del pre-risveglio, quelli destinati a essere inesorabilmente dimenticati col ritorno al mondo senziente.

 

Otterrete qualcosa che dovrebbe essere parecchio simile a quanto riportato sul mondo reale e inciso su disco dai Gem Club, creatura del vocalist e pianista Christopher Barnes, nel secondo capitolo della loro discografia. Un chamber pop delicato e malinconico, scandito da soffici note al piano, accarezzato da lunghi soffi di synth, raccontato da una voce filtrata, dedita a un sottile falsetto. E' una continuità aggraziata, fluida, quella in cui si susseguono, si affiancano e si fondono insieme crepuscolari drammatismi (affidati agli archi nella breve strumentale "QY2", o a fugaci apparizioni di voci femminili su "Braid"), timidi, allegri albeggiamenti (i fiati in chiusura a "First Weeks", o la leggerezza di "Hypericum"), addirittura goticismi affidati a rapidi giri di tastiera (la conclusiva "Polly").

 

I problemi, però, cominciano a sorgere quando quella che sembrava una positiva continuità assume gli inquietanti connotati dell'inesorabile piattezza, quando in un esagerato onirismo muore ogni speranza di trovare un qualsiasi accenno di concretezza, o qualcosa di più di un imperturbabile bisbiglio. "In Roses" rimane così un'esperienza praticabile soltanto se si è mesti di stato d'animo o se si è alla disperata ricerca di un efficace conciliante per il sonno; in qualsiasi altro caso sarà un trastullo paragonabile - per l'esuberanza d'emozioni suscitate, e per la sensazione di interminabilità offerta - a un puzzle di svariate migliaia di pezzi di un limpidissimo cielo azzurro.





01. [Nowhere]
02. First Weeks
03. Michael
04. Hypericum
05. Idea For Strings
06. Soft Season
07. QY2
08. Speech Of Foxes
09. Braid
10. Marathon (In Roses)
11. Polly

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