Metal Church
From The Vault

2020, Reaper Entertainment
Heavy Metal

I veterani del metal West Coast danno alle stampe una raccolta celebrativa del'era Howe con inediti, B-side, reincisioni di classici e cover.
Recensione di Matteo Poli - Pubblicata in data: 09/04/20

Cosa brucia sugli altari sempre fervidi della Chiesa del Metallo? "From The Vault" dei Metal Church non è un nuovo disco, ma segnala lo stato di buona salute in cui versa la band, reduce del recente  "Damn If You Do". Si tratta di una  raccolta speciale con sedici canzoni inedite dell'era Mike Howe, di cui quattro brani registrati nuovamente, compreso il classico "Conductor", amato dai fan. Le altre tracce risalgono a svariate registrazioni della storia del gruppo: cinque dal precedente "Damned If You Do" del 2018, tre cover (divertenti) e tre bonus track inedite del disco "XI"(piacevoli, ma niente di più). Le prime quattro canzoni sono state mixate e masterizzate da Chris "The Wizard" Collier (KXMWhitesnakeProngKorn) mentre le altre sono prodotte dallo stesso Kurdt Vanderhoof. Mike Howe: «Questo album è per i fan e contiene alcuni inediti davvero fighi. Credo che i fan dei Metal Church di tutto il mondo lo apprezzeranno!».

 


Nati nella scena metal West Coast degli Eighties, i Metal Church sono divenuti rapidamente feticcio e oggetto di culto. Dopo aver firmato per Elektra Records, hanno pubblicato due album acclamati dalla critica: l'omonimo "Metal Church" e "The Dark". Levatori della nascente scena heavy metal statunitense, i Metal Church anche grazie a uno storico tour di enorme successo con i compagni di etichetta Metallica, hanno segnato un'epoca. Dopo un primo periodo disimpegnato e dedito a classici temi metal (follia, orrore, satana, fantasy/sf) hanno affrontato a cavallo tra i decenni '80 e '90 problematiche politiche e sociali, che hanno segnato la loro maturità proprio mentre intorno alla loro la scena metal classico collassava. In un periodo in cui le band heavy metal si spostavano dall'underground per abbracciare l'hair e il pop, i Metal Church sono rimasti fedeli alle loro origini e, come molti, ne hanno pagato il fio nei '90.

 

 


Dopo un lustro in cui li si dava per spacciati o male in arnese, a marzo 2016 hanno pubblicato il loro undicesimo disco "XI", seguito nel 2018 da "Damned If You Do". Sono lavori che si situano da qualche parte tra gli iconici "Blessing In Disguise" e "The Human Factor", senza cadute rovinose e con grande amore per ciò che fanno. A suggellare il gradito ritorno, il remake del classico "Badlands", un pensiero che non deluderà chi già li ama.

 





01. Dead On The Vine
02. For No Reason
03. Conductor
04. Above The Madness
05. Mind Thief
06. Tell Lie Vision
07. False Flag
08. Insta Mental
09. 432 hz
10. Please Don't Judas Me (Nazareth cover)
11. Green Eyed Lady (Sugarloaf cover)
12. Black Betty (Ram Jam cover)
13. Fake Healer ( feat. Todd La Torre of Queensrÿche)
14. Badlands (2015 version)
15. The Enemy Mind
16. The Coward

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