Five Finger Death Punch
A Decade of Destruction - Greatest Hits Compilation

2017, Eleven Seven
Alternative Metal / Hard Rock

Recensione di Costanza Colombo - Pubblicata in data: 27/12/17

Se la via del Samurai di Yukio Mishima ha finito di svelare all'occidente l'approccio Bushidō all'esistenza, con un meno filosofico ma non per questo carente d'efficacia "The Way of the Fist" Ivan Moody & Co. offersero al mondo metal (e non) la loro proposta alternativa.

 

Se pare incredibile che da questo ormai remoto debutto, risalente al 2007, sia già trascorso un decennio, visto il successo riscosso dal più recente "Got Your Six", stupisce meno che i Five Finger Death Punch abbiano approfittato di questo traguardo cronologico per sfornare la raccolta "A Decade of Destruction - Greatest Hits Compilation".

 

Come esemplarmente espresso dalla fiera arroganza del "I'll do what I want and I'll never give up" della terza "Lift Me Up", estratta dal "The Wrong Side of Heaven and the Righteous Side of Hell, Volume 1" pubblicato nel 2013, gli statunitensi rimarcano ancora una volta con le buone, più che con le cattive - nonostante la loro veste scenica a base di scheletri-microfono e manate insanguinate - che ci sanno fare e non hanno intenzione di deludere i loro fedelissimi che, in Italia, hanno appena avuto occasione di bearsi della loro performance in quel di Padova il 30 novembre scorso. Inevitabile citare una "House of the Rising Sun", già proposta in "The Wrong Side Of Heaven And The Righteous Side Of Hell Volume 2", ben più incazzosa della versione inclusa nella colonna sonora di Sons of Anarchy firmata dai White Buffalo, ulteriore dimostrazione di come i FFDP non abbiano particolari pretese stilistiche ma riescano sempre a sfracellare il bersaglio. E se i loro demoni interiori si affacciano furenti nella "Jekyll and Hyde" (non gliene voglia Robert Louis Stevenson ma sicuramente una delle tracce più catchy e funzionali selezionate per questa release) ben venga.


Lungi dall'essere figlia di meri bruti dalla rabbia canora facile, la tracklist offre anche break più rilassati e rilassanti a partire dalla seconda "Gone Away" fino alla conclusiva "Far From Home" estratta dal loro secondo e bellico album "War Is The Answer", a cui la band deve il proprio exploit, passando per il ritornello radiofonico di "Remember Everything".

 

Se l'hard rock dei Nickelback non vi basta ma siete troppo fifoni per del metal duro e puro... be' arruolatevi nella legione di fan dei FFDP e, in attesa del prossimo album, concedetevi "another day in this carnival of souls", non saremo certo noi a giudicarvi. 






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