Lonely Robot
Feelings Are Good

2020, Inside Out Music
Neoprogressive

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 18/07/20

Dal debutto "Please Come Home" (2015), il solo project Lonely Robot si è rivelato eccezionalmente prolifico, con quattro LP realizzati in un lustro, compreso il nuovo opus: una fertilità creativa incredibile quella di John Mitchell, polistrumentista britannico che, oltre al coinvolgimento individuale in numerose band della scena neoprogressive del Regno Unito (Arena, Frost*It BitesKino), non disdegna una variopinta attività di produttore. Considerato il curriculum del personaggio, si attendeva con impazienza questo "Feelings Are Good", disco che, conclusa la "The Astronaut Trilogy" a seguito dell'uscita di "Under Stars" (2019), rappresenta un allontanamento dalle tematiche spaziali trattate in precedenza. L'inglese esce dalle stringhe del concept album e confeziona una serie di brani che, mentre dal punto di vista musicale si avvicinano ai parametri espressivi di It Bites e Kino, dal versante lirico raccontano di esperienze e vissuti personali, elargendo riflessioni generali sulle molteplici emozioni che animano l'essere umano.

Con il fido Craig Blundell alla batteria, il factotum albionico sciorina una scaletta brillante, dagli arrangiamenti raffinati, tutta giocata sul fluido contrasto tra tastiere e chitarre - con una leggera prevalenza delle prime - e che flirta con i Genesis post Peter Gabriel, i Marillion e il pop di marca anglosassone, senza dimenticare qualche incursione in territorio Porcupine Tree. Inaugurano l'opera le armonie vocali della title track filtrate dal vocoder, strumento presente anche sullo sfondo di "Into The Lo-Fi", intrisa di splendidi chorus e sorretta da un orecchiabile ritmo da dancefloor. Laddove il robusto riff portante di "Spiders", poi, trasporta l'ascoltatore su lidi semi-dark, "Life Is A Sine Wave", pur in un dispiegamento di tecnica e imprevedibilità d'alta scuola, rimane scolpita nel cervello soprattutto per suoi i synth luccicanti e l'irresistibile refrain. 

D'altro canto, la malinconica e introspettiva "Crystalline", la pinkfloydiana "The Silent Life", ornata da un magico assolo che richiama il Neal Schon solista, e la pastorale "Grief Is The Price Of Love", mostrano un artista capace di misurarsi con ballad di grande presa sentimentale, ma mai troppo sdolcinate. E se "Armour For My Heart", "Suburbia" e "Army Of One" trasudano puro prog rock anni '80, gli arpeggi futuristici di "Keeping People As Pets" aggiungono il tocco cinematografico giusto a un lavoro accattivante ed efficace. 

"Feelings Are Good" spinge al pianto, all'allegria, alla meditazione filosofica  (l'artwork lo testimonia alla perfezione) attraverso un sound catchy ed elegante, miniato da un John Mitchell tornato sulla Terra dopo un lungo viaggio interstellare e pronto a regalarci dei prossimi Lonely Robot più caldi e meno kubrickiani. Che ripartenza!




01. Feelings Are Good
02. Into The Lo-Fi
03. Spiders
04. Crystalline
05. Life Is A Sine Wave
06. Armour For My Heart
07. Suburbia
08. The Silent Life
09. Keeping People As Pets
10. Army Of One
11. Grief Is The Price Of Love
12. The Silent Life (Orchestral Version)
13. Crystalline (Orchestral Version)

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