Facing The Oracle
Haunted One

2018, Autoprodotto
Post-Hardcore

Recensione di Dario Fabbri - Pubblicata in data: 18/07/18

Con "Haunted One", i meneghini Facing The Oracle si confermano uno dei gruppi emergenti più interessanti del panorama underground italiano. Il punto di forza della formazione lombarda è l'abilità nel comporre brani complessi e al tempo stesso godibili, non cadendo mai nella monotonia. Anche la breve durata del disco (appena 35 minuti) e la varietà di contaminazioni contribuiscono a rendere il prodotto decisamente fruibile.

 

Nonostante il sound dei Facing The Oracle sia influenzato da molti stili diversi, tutte le canzoni del lotto presentano più o meno gli stessi elementi, mischiati ed elaborati con estrema maestria. Sin dalla prima canzone del disco, "At The End Of Night", si coglie il mix tra i suoni tipici del metalcore e del progressive metal che, abbinati al tocco personale, rendono unica e ben distinguibile la proposta musicale della band. All'incirca ogni traccia presenta un riff potente che accompagna gli scream del frontman e a fare la differenza sono le già citate composizioni complesse: ogni canzone possiede una struttura diversa, per cui è impossibile prevederne lo sviluppo. L'effetto sorpresa gioca un ruolo di primo piano, fondamentale in canzoni come "White Fever", "Fox Tossing" e "Collide", le quali strabiliano l'ascoltatore per la grande abilità dei musicisti e per i numerosi cambi di tempo. Uno dei brani meglio riusciti è "Bankside Fault", il cui assolo finale è una vera e propria perla e rappresenta l'ennesima prova del grande talento dei Facing The Oracle. L'immensa versatilità dei nostri è messa pienamente in luce in "Sara", canzone composta su diversi riff di chitarra e che fa leva su una serie di cambi (sia di tempo che di stile) che potrebbero sbalordire persino l'ascoltatore più esigente. Il brano più orecchiabile di tutti è il singolo "Summer Ghost", il cui breakdown merita una menzione speciale per potenza e precisione, concludendo così l'album nel migliore dei modi possibili.

 

"Haunted One" è una vera e propria rivelazione, un lavoro che sembra essere stato fatto da dei veterani del genere invece che da una band poco più che emergente. Se queste sono le premesse, la formazione meneghina merita d'essere seguita e approfondita, anche se, forse, dovrebbe sperimentare di più ed espandere i propri orizzonti, in quanto tutte le 10 tracce presentano la stessa sonorità e non c'è un brano che è più spinto in termini di potenza rispetto agli altri: sotto questo aspetto si distinguono solo i singoli "Dividing Lines" e "Summer Ghost", i quali risultano leggermente più catchy e orecchiabili. Nonostante qualche piccolo appunto per quanto concerne le scelte stilistiche, non si può di certo negare però che "Haunted One" sia un lavoro pensato ed elaborato, dal quale emerge tutta la passione e il talento di chi l'ha realizzato.





01.At The End Of Night

02.Dividing Lines

03.Firebreather

04.White Fever

05.Banside Fault

06.Fox Tossing

07.Collide

08.A Handful Of Nothing

09.Sara 

10.Summer Ghost 

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