Lindemann
F & M

2019, Universal Music / Vertigo Berlin
Industrial Metal

Recensione di Lucia Bartolozzi - Pubblicata in data: 24/11/19

Secondo lavoro solista per Till Lindemann, in coppia con Peter Tägtgren (Pain, Hypocrisy). Entrambi gli artisti non nascondono la propria personalità in questo lavoro, che si differenzia prima di tutto da “Skills In Pills” per essere cantato totalmente in tedesco. Lindemann, specie in termini di testi, rimane il solito provocatore e si lascia andare ancora ai cliché sadomasochistici e cannibalistici. C’è molto più dietro in realtà: molti dei pezzi sono nati inizialmente per fare parte di una moderna e cupa messa in scena teatrale di “Hänsel e Gretel”, in cui Lindemann stesso ha recitato nell’anno passato. Quello che è certo in ogni caso è che il tedesco, lingua madre di Till, rende gloria al cantato e permette molti più giochi di parole e sottigliezze rispetto all’inglese. Dal punto di vista strumentale, Tägtgren riesce a prendere il sopravvento, facendo un buon lavoro come polistrumentista e cercando di allontanarsi dall’ombra dei Rammstein. Il sound diventa più vicino a quello dei Pain, ma la voce di Till e la sua personalità sono difficili da isolare.

“Steh Auf” è il pezzo di apertura ed è abbastanza ciò che ci si può aspettare da Lindemann. Solo dopo un ascolto più attento si coglie la storia dietro di esso, ovvero il rapporto fra un bambino e la propria madre tossicodipendente: è come se quell’alzati fosse riferito proprio a quest’ultima, forse morta da giorni per un’overdose. Di certo un’atmosfera diversa da quella evocata dagli archi e dal ritornello.
Di stampo elettronico e dominata dalla voce a tratti distorta, segue “Ich Weiß Es Nicht”. Il sound rimanda anche al concetto del video, una distopia sull’intelligenza artificiale. In complesso un pezzo compatto, che lascia il posto ad “Allesfresser”. La traccia è costruita su un riff di chitarra e un synth che cresce sempre più, fino a diventare un chorus pestato e dominato ancora una volta dalla voce. Lindemann, che siano i Rammstein o meno, ha sempre un certo modo teatrale di cantare. Vuoi per prendere in giro, vuoi per calarsi nei panni di un cannibale per il tempo di una canzone. Insieme a “Gummi”, dal testo semplicemente legato all’ossessione per il latex, sarà probabilmente fra i pezzi più vicini ai fan dell’Industrial.


“Blut” è una riflessione sul sangue, sui legami che crea e sul peso che porta. Il ritmo scende e la base si fa molto più semplice sotto il recitato di Till. Il ritornello è perlopiù strumentale e quasi evocativo. Nel complesso forse è fra i pezzi migliori, insieme alla successiva “Knebel”. Tale traccia infatti, vuoi che sia per il video che ha fatto scalpore, vuoi che sia per la struttura semplice su chitarra acustica che culmina nell’inaspettato, sembra essere la più riuscita fra il pubblico.
Con la title track “Frau & Mann” si arriva a qualcosa fra il ballabile e l’alternative, con un testo non poi degno di nota, incentrato completamente sul concetto degli opposti e costruito appunto su una serie di antonimi. Il solito vecchio Till ecco, ma si sa come prenderlo. Ancor più come una presa in giro suona il pezzo successivo “Ach So Gern”, un tango nella versione album e un altro semplice pezzo industrial in quella bonus, che include traccia praticamente trap “Mathematik”.

Arriva il piano e un’atmosfera sinfonica per “Schlaf Ein”, con echi di “Roter Sand” e “Mein Herz Brennt”, rivolta ai piccoli come una ninnananna. Ancora un cambiamento brusco con la già citata “Gummi” e “Platz Eins”, manifesto electro del narcisismo.
A chiudere è una nota più greve, che riprende la pessimistica “Ich Weiß Es Nicht” e la sua melodia, stavolta per piano e archi.”Wer Weiß Das Schon” fa da risposta alla seconda traccia, con il timbro baritonale di Till pregno di sentimento.

 

Per tirare le somme dell’album intero, si può dire che, al secondo tentativo, i Lindemann hanno prodotto un risultato migliore. Resta la questione di Till, forse troppo legato a una certa immagine da cui fa fatica a separarsi, ma che sperimenta con la musica come se fosse un gioco, un capriccio, generando un lavoro nel complesso godibile.





01.Steh auf
02.Ich weiß es nicht
03.Allesfresser
04.Blut
05.Knebel
06.Frau & Mann
07.Ach so gern
08.Schlaf ein
09.Gummi
10.Platz Eins
11.Wer weiß das schon

 

Bonustracks


12. Mathematik (Original Version)
13.Ach so gern (Pain Version)

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