W.E.T.
Earthrage

2018, Frontiers Music
Hard Rock, AOR

Recensione di Simone Muzzoni - Pubblicata in data: 28/03/18

"Earthrage" segna il sospirato ritorno alle scene anche per i W.E.T., supergruppo svedese/americano guidato dal frontman Jeff Scott Soto, ad ormai cinque anni di distanza dal secondo celebre disco, "Rise Up". Come abbiamo imparato a conoscere dal primo album omonimo del 2009, il nome del gruppo è composto da un acronimo che rimanda alle tre band di provenienza dei rispettivi membri, ovvero Work Of Art, Eclipse e Talisman (in cui hanno militato rispettivamente Robert Sail, Erik Martensson e Soto).


Questo terzo disco riprende esattamente da dove i W.E.T. ci avevano lasciati col precedente, ovvero AOR d'alta classe mescolato alla giusta dose di hard rock (melodico), con un giusto equilibrio tra ballate, mid tempo e pezzi un po' più veloci: in tutto questo la vera protagonista non è tanto la voce di Soto (che pure tiene botta molto bene, nonostante le poche apparizioni degli ultimi tre anni), quanto la chitarra di Martensson, che scandisce magistralmente le 11 tracce dell'album, tessendo su ognuna di esse un abito ben riconoscibile, dipinto con accordi e partiture dal gusto melodico eccezionale, senza dimenticare le parti solistiche, mai però fini a se stesse o dannose per la struttura dei brani.


Pronti, via ed il pezzo di apertura "Watch The Fire" svela subito la qualità del songwriting dei nostri: snodandosi tra riff melodici tipicamente rock ed una prova al microfono sempre grintosa di Soto, centra al primo colpo la formula melodica giusta; a farle da contraltare arriva presto "Kings On Thunder Road", brano veloce, frizzante e autocelebrativo che mostra davvero una classe immensa: niente più che la semplice essenza di come un brano AOR dovrebbe suonare. Meno atmosferici e più rockeggianti i brani successivi, tra cui "Burn", con un Erik Mårtensson davvero on fire, ma anche le più convenzionali "Urgent" e "Dangerous" si dimostrano dei piacevoli intermezzi, una boccata d'aria prima che la band riprenda a fare sul serio. Il vero valore dell'album sta infatti nell'elevata qualità dei pezzi di minori pretese, come nel caso di "Calling Out Your Name" e "I Don't Wanna Play That Game", entrambe dotate di un'identità ben precisa e di una linea melodica accattivante, data dall'intreccio vincente tra parti acustiche ed elettriche, unito ad una giusta dose di romanticismo.

 

Come ogni guppo AOR che si rispetti, non potevano mancare i lenti; ma, dato il calibro degli artisti coninvolti, non resterà di certo deluso chiunque si aspetti qualcosa di più della classica ballata già sentita centinaia di volte: non delude affatto "Elegantly Wasted", lento sinfonico elegante ed emozionante, che nella sua effimera durata riesce ad imprimere un segno di dolcezza indelebile all'interno dell'album. Brano più tradizionale, sia musicalmente che per il testo, è "Heart Is On The Line", che non può non riportare indietro ai più bei lenti dei Talisman: impreziosita da un lavoro chitarristico che non prevarica la melodia soffusa del brano, ci regala ancora un Jeff Scott Soto capace di far sognare ed evocare sensazioni meravigliose con la sua voce.


Giunti a fine disco, è percepibile un certo calo di mordente negli ultimi due brani, che pur nella loro orecchiabilità sfigurano in confronto alle restanti tracce; disco che però conferma appieno la qualità e l'ispirazione divenuta ormai marchio di fabbrica del gruppo, capace di issare i W.E.T. tra le band di punta in ambito AOR dell'ultimo decennio, nonostante una produzione risicata, sacrificata dalla priorità data alla discografia di Eclipse e Work Of Art.


Per concludere, è sempre tanta l'emozione di sentire suonare insieme artisti di tale calibro, uniti soprattutto dalla passione sincera di suonare la musica che amano, oltre che poter ascoltare ancora Jeff Scott Soto ad alti livelli, dopo il recente parziale allontanamento dalle scene; sperando di non dover aspettare altri cinque anni per ammirare un nuovo disco dei W.E.T., non posso che consigliare caldamente questo "Earthrage" a tutti gli amanti del buon vecchio AOR.





01. Watch The Fire
02. Burn
03. Kings On Thunder Road
04. Elegantly Wasted
05. Urgent
06. Dangerous
07. Calling Out Your Name
08. Heart Is On The Line
09. I Don't Wanna Play That Game
10. The Burning Pain Of Love
11. The Neverending Retraceable Dream

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