Earthless
From The Ages

2014, Tee Pee Records
Psychedelic Rock

Recensione di Davide Fadani - Pubblicata in data: 06/02/15

Infili le cuffie, sfiori il play, chiudi gli occhi... e ti immergi in una vasca di Nutella multicolore e
fluorescente. Ecco più o meno la sensazione che si prova ascoltando "From the ages", ultimo lavoro degli Earthless. Una band di San Diego semisconosciuta in Italia che però in poco tempo ha sfornato tre dischi che non dovrebbero assolutamente mancare in un collezione seria di musica Rock.

 

Tre dischi, uno più bello dell'altro. Fino ad arrivare a "From the Ages". 4 brani per un'ora di musica, Solo musica, solo Rock! Niente voce. Chitarra, basso e batteria. Trigono perfetto per un'esperienza mistica. C'è stato un tempo in cui pensavo che solo Jimi potesse riuscire a far parlare una chitarra elettrica rendendo superflue le parole. Isaiah Mitchell é andato oltre. La bocca non la apre proprio se non per seguire con le espressioni del volto le emozioni che riesce a strappare al manico della sua Fender. Ti viene da pensare che "no, mezz'ora di assolo è troppo per un solo brano!", ma dopo tre minuti ti uscirà il sangue dal naso... beh, secondo me la vita può ancora riservare qualche piacevole sorpresa. Se avete un giradischi centrate il buchetto e fatelo girare. Fra un mese canterete gli assoli a memoria come se fossero vere e proprie canzoni producendo le peggiori facce da "air guitarist" possibili. La gente per strada vi prederà per poveri deficienti o tarantolati prossimi ad una prematura e dolorosissima dipartita, ma non sapranno mai della tempesta di note che si stanno riversando come cascate di energia onirica nelle vostre orecchie. E quando penserete di esservi persi in quel mare di note, tranquilli, Mike e Mario (basso e batteria) verranno in vostro soccorso, tracciando una via, chiara e luminosa in quella che poteva sembrarvi una foresta intricatissima di frequenze.


Insomma io non so come dirvelo di innamorarvi di questo album e di questi tre ragazzi, ma sono convinto che le mie parole siano quanto di più superfluo possa trovarsi a coronamento dell'ascolto del loro disco. Dategli una chance, non vi deluderanno.





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