Dum Dum Girls
Too True

2014, Sub Pop Records
Dream Pop

Recensione di Mia Frabetti - Pubblicata in data: 22/01/14

A ricopiarle diligentemente nel proprio taccuino di recensori, ci si rende conto - non senza un pizzico di orgoglio ferito - che tre parole di Dee Dee Penny sono già una storia; undici, un romanzo completo. "I Will Be", annunciava all'alba del nuovo decennio la non più Kristin Gundred, attirando le attenzioni di certo noise pop con quello che lei preferiva chiamare fuzz-punk in salsa lo-fi; "Only In Dreams", tornava a cinguettare già dopo pochi mesi con le sue Dum Dum Girls, immersa nell'estate di un personale revival anni '60 a cui, però, sembrava avessero spento il sole e prosciugato il mare; "End Of Daze", furono, infatti, le ultime parole lanciate da una voce martoriata che nel 2012 non poteva più ritardare la propria scomparsa dalle scene per leccarsi le ferite spalancate da mesi di tour estenuanti. The dream was over: e Dee Dee, sul ciglio dei suoi personali anni '70, tremava.

 

Del prima, rimangono appiccicosi echi dream pop, tra languidi sospiri, pose romantiche e sinuose pennellate di chitarra; del dopo, colpisce la totale perdita della spensieratezza di "Jail La La" e "Bedroom Eyes", apparentemente svaporata per sempre. C'era una volta il punk, pure, ma Dee Dee ha dovuto ucciderlo: "Too True" è una corsa ai confini oscuri del pop, alla ricerca di un sound più maestoso, torbido e urgente che mai - un disco con la testa tra le nuvole e le radici conficcate all'inferno, trasognato quanto sofferente, algido quanto carnale. "Why be good?" ci sussurra Dee Dee con voce soffice, "be beautiful and sad", e bella e triste, tristissima, doveva esserlo davvero nella sua stanza del Chateau Marmont di Los Angeles, mentre componeva scheletri di canzoni figlie della solitudine più nera e ubriaca. L'insostenibile leggerezza di "Are You Okay?" vale da sola l'intero disco, e risarcisce - almeno in parte - dell'incapacità di "Too True" di sorprendere davvero, di svoltare all'improvviso, di rubare inaspettatamente fiato e parole. Diventate donne, le ragazze Dum Dum continuano a rimandare il capolavoro: ma non piangere, Dee Dee - se non ci metti troppo, ti aspetteremo tutta la vita.





01. Cult Of Love

02. Evil Blooms

03. Rimbaud Eyes

04. Are You Okay?

05. Too True To Be Good

06. In The Wake Of You

07. Lost Boys And Girls Club

08. Little Minx

09. Under These Hands

10. Trouble Is My Name

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