Devil's Witches
Velvet Magic

2017, Cursed Tongue Records
Stoner / Psychedelic Rock

Ottimo esordio per i Devil's Witches: il Vietnam forse non è mai stato così variopinto
Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 20/09/17

Debutto dello scozzese polistrumentista James Abilene, unica mente dei Devil's Witches, "Velvet Magic" si candida come uno dei lavori più sorprendenti del 2017. Concept album testimonianza dell'amore incondizionato per le vibrazioni psichedeliche degli anni Sessanta e Settanta sullo sfondo degli orrori e delle brutalità del conflitto in Vietnam, possiede nei testi, da ascoltare e leggere con attenzione, uno dei suoi punti di forza. Il sesso, le droghe, la guerra, la magia: un immaginario suggestivo che si snoda lungo una narrazione travolgente, capace di trasportare i viaggiatori auricolari in una nuova dimensione, parallela forse, eppure altrettanto reale.

 

"Morfina, fumetti e baionette": l'opener "Apache Snow" mette subito le carte in tavola. Melodie che oscillano tra luminosità sognante e aspre sferzate, gommosità psichedelica e brusco stoner/doom, un gioco di luce e oscurità che si ripete nelle tracce successive. Non mancano però cambi di marcia: in "Black Cauldron", vero gioiello del disco, voce, riffing e drum machine accompagnano gli ascoltatori in un trip lisergico e ipnotico in technicolor che guarda ai QOTSA di "Rated R" senza cadere nella trappola della pura imitazione.

 

Si prosegue con le strumentali "Pornodelic Opium Dreams" e "Jupiter Kush", galoppate psych carezzevoli e seducenti, mentre l'irresistibile title-track, morbida e arrembante, ricalca le orme di un mantra devozionale a dei immaginari. Conclude il criptico viaggio l'acustica "Requiem Pour Un Vampire", degna conclusione di un'odissea musicale, fra bombardamenti al napalm e carnali visioni di salvezza.

 

Full-length dunque per molti versi impressionante, sia in termini di esecuzione che di composizione: i Devil's Witches creano un'atmosfera particolare e dagli effetti inebrianti, vicina a un rituale sciamanico con il sottofondo amaro e percettibile, ma ovattato, della guerra del Vietnam. Niente di nuovissimo sotto il sole, echi di Screaming Trees, Caravan, Jefferson Airplane solo per citarne alcuni (e volutamente in ordine sparso), tuttavia l'incantesimo di "Velvet Magic" difficilmente lascerà indifferenti.

 

"Give me the sign of the open eye
I am numb with the lonely lust
Goat of thy flock I'm gold , I'm god
Flesh to thy bone, flower to thy rod"

 





01. Apache Snow
02. Motorpsycho
03. Black Cauldron
04. Pornodelic Opium Dreams
05. Voodoo Woman
06. Mountain of the Devil's Witch
07. Jupiter Kush
08. Velvet Magic
09. Requiem pour un Vampire

Intervista
Skillet: John Cooper

Recensione
Nightwish - Decades: Live In Buenos Aires

Speciale
Toliman - Abstraction

LiveReport
Cult of Luna European Tour 2019 - Milano 03/12/19

LiveReport
Archive - 25th Anniversary Tour - Roma 03/12/19

LiveReport
Alter Bridge, Shinedown, The Raven Age - "Walk The Sky" Tour 2019 - Assago (MI) 02/12/19