Cryonic Temple
Deliverance

2018, Scarlet Records
Power Metal

Recensione di Riccardo Marchetti - Pubblicata in data: 03/08/18

L'appetito vien mangiando. Questo ormai rappresenta un modo di agire, una costante anche nel mondo della musica. Sembra inoltre essere il motto utilizzato dagli svedesi Cryonic Temple, i power metallers che nel 2017 tornarono sulle scene con Into the Glorious Battle dopo ben nove anni a digiuno di uscite. Evidentemente una volta entrati nel mood della produzione, il combo non ha più voluto fermarsi nemmeno per respirare. Eccoci qui dunque a raccontare una nuova fatica della band: ulteriore conferma del desiderio dei nostri di navigare col vento in poppa verso progetti futuri.


Il lotto di "Deliverance" si palesa fin da subito corposo, con quattordici brani per niente scarni: a dodici mesi dal capitolo precedente, ci si poteva attendere un lavoro più slim, ma evidentemente il quintetto intende dimostrare al pubblico, alla critica e forse anche a se stesso di avere le capacità per release di un certo calibro. L'opera in questione presenta degli ottimi spunti di partenza: la matrice power (di helloweeniana memoria) trova un buon appiglio in "Knights Of Sky", nella tagliente e aggressiva "Pain and Pleasure" e nella title track "Deliverance". La più atmosferica "Temple Of The Cryonics" dona al disco un piccolo stacco, una leggera varietà senza però alterare la classica firma degli scandinavi; a ciò si aggiunge la ballad "Loneliest Man In Space", malinconica al punto giusto, che regala profondità sonora e stilistica. La prima parte del CD è dunque interessante  e oltretutto si viaggia su ottimi ritmi di ascolto. La sezione successiva, pur restando tecnicamente perfetta, a tratti risulta essere troppo figlia diretta della prima; certo, l'album resta godibile e in grado di intrattenere amabilmente, ma non vi sono colpi di teatro e il sentiero battuto appare ordinario e prevedibile.


Siamo comunque innanzi a un platter fruibile e divertente, benché il concentrarsi più sulla varietà che non sulla quantità avrebbe permesso ai Cryonic Temple di esprimersi su maggiori livelli qualitativi. Se lo scorso opus era da non sottovalutare, stavolta forse è il caso di non chiedere miracoli al suo erede, ma è da apprezzare che il gruppo si sia rimboccato le maniche dando alla luce un LP piacevole e curato.





01. Intro: The Morning After The Longest Day
02. Rise Eternally Beyond
03. Through The Storm
04. Knights Of The Sky
05. Deliverance
06. Loneliest Man in Space
07. Pain and Pleasure
08. Temple Of Cryonics
09. Starchild
10. End Of Days
11. Swansong Of The Last Emperor
12. Under Attack
13. Blood And Shame
14. Insomnia

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