Dark Fortress
Stab Wounds [Reissue]

2019, Century Media Records
Melodic Black Metal

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 21/11/19

I Dark Fortress condividono con gli Helrunar non esclusivamente la terra d'origine (la Germania) e i notevoli mezzi tecnici, ma anche un percorso artistico privo dell'atteso masterpiece: tuttavia il combo bavarese si è posizionato, nel corso dei lustri, in un'onorevole seconda fila tra gli esponenti del black metal melodico e articolato, benché gli ultimi LP patiscano un songwriting prolisso e di difficile digestione. Quale antipasto del prossimo lavoro, pronto nel 2020, la Century Media decide ora di ristampare quell'album che, quindici anni orsono, rappresentò un vero e proprio spartiacque per la futura carriera della band tedesca: "Stab Wounds", infatti, pur nella sua durata pantagruelica, centrava l'obiettivo di veicolare in maniera bilanciata tecnica, feeling e varietà a confronto di prove anteriori discontinue e ridondanti.

Il minutaggio generoso, in questo caso, appare propedeutico a far emergere le diverse influenze alla base del sound dei nostri: malgrado siano principalmente le costruzioni armoniche dei Dissection e il flavor melodrammatico dei Dimmu Borgir a ispirare il processo compositivo delle tracce, il disco non difetta né di chitarre zanzarose nella sezioni più serrate né di un funebre drappo atmosferico memore dei Bethlehem prima versione. 

Ogni brano costituisce un cosmo a sé stante in cui ciascuno degli elementi testé citati trova lo spazio necessario per respirare: "Iconoclasm Omega", "Self Mutilation", "When 1000 Crypts Awake", "Midnight Poem", risultano familiari e accattivanti in virtù della capacità dei musicisti nel plasmare materiali già noti in una forma se non inedita, quantomeno funzionale alla creazione di un clima feralmente lugubre e malinconico. E la partecipazione straordinaria di Herr Morbid dei Forgotten Tomb in "Like A Somnambulist In Daylight's Fire" dilata a dismisura la vena suicidal del lotto, aspetto del resto già palese nei testi e nei titoli dei pezzi.

"Stab Wounds" fotografa, forse, il momento migliore dei Dark Fortress che, da allora in poi, replicheranno a sprazzi l'exploit qualitativo del loro terzo full length. I miracoli avvengono una sola volta.




01. Iconoclasm Omega
02. Self Mutilation
03. Stab Wounds
04. When 1000 Crypts Awake
05. Despise The "Living"
06. A Midnight Poem
07. Rest in Oblivion
08. Vanitas...No Horizons
09. Like A Somnambulist In Daylight's Fire
10. Sleep!
11. Endtime

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