KXM
Circle Of Dolls

2019, Frontiers Music
Alternative Rock

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 24/09/19

I KXM hanno da tempo superato sia il concetto di supergruppo deluxe sia lo status di side project: dopo due album di qualità e dal deciso appeal radiofonico, la band sceglie, ora, di mutare il canovaccio licenziando un disco denso, massiccio e dalla struttura generale aperta a disparate influenze. Coloro che apprezzarono l'esordio omonimo e "Scatterbrain" (2017), probabilmente resteranno un po' spiazzati dal songwriting mobile e meno d'impatto del nuovo lavoro: "Circle Of Dolls", infatti, si appoggia, in maniera sorprendente, su un corroborante gioco di variazioni il cui abuso, a tratti, dà l'impressione di minarne la coesione interna. Tuttavia, a bilanciare questo senso di relativa precarietà, provvede non soltanto la classe dei musicisti coinvolti in studio, ma anche una produzione gommosa e policroma, opera di Chris "The Wizard" Collier, che concede largo spazio alle articolazione ritmiche di basso e batteria a scapito di una chitarra comunque notevole deuteragonista.
 

Un wall of sound, dunque, carico di groove, all'interno del quale balzano in primo piano il battito funk, le pause, le evoluzioni dietro le pelli di Ray Luzier, vero mattatore di pezzi come "War Of Words", un hard&heavy made in U.S. a forti tinte grunge, o "Big As The Sun", brano ricco di tensioni tribali e aerei refrain, o ancora "Shadow Lover", concentrato prog/blues da antonomasia; la stessa "Vessel Of Destruction", nonostante venga marchiata a fuoco dai fraseggi sincopati di un eccezionale George Lynch, fonda la propria identità sulle diteggiature latine delle percussioni. Altrove prevalgono gradevoli escursioni in FM ("Mind Swamp", Twice"), melodie ipnotico/desertiche ("Circle Of Dolls", "Lightning", "Wide Awake"), parabole pinkfloydiane ("The Border"), vibrazioni folk ("A Day Without Me"). Il timbro soul di Doug "dug" Pinnick aggiunge all'insieme la classica ciliegina sulla torta, benché in "Time Flies" e "Cold Sweats", canzoni più tirate e dirette, la sua voce appaia forse troppo carente in estensione e potenza.

 

Difficili da incasellare, i KXM realizzano un "Circle Of Dolls" che rappresenta un buon manuale di convivenza stilistica tra i sottogeneri del rok moderno e contemporaneo. Non sempre equilibrato, eppure davvero traboccante di stimoli ed energia.

 





01 War Of Words
02 Mind Swamp
03 Circle Of Dools
04 Lighting
05 Time Flies
06 Twice
07 Big As The Sun
08 Vessel Of Destruction
09 A Day Without Me
10 Wide Awake
11 Shadow Lover
12 Cold Sweats
13 The Border

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