Carlot-ta
Songs of Mountain Stream

2014, Brumaio Sounds
Folk/Pop

Recensione di Alessio Sagheddu - Pubblicata in data: 25/09/14

A sentire il nuovo album dell’artista vercellese Carlot-ta, ci si potrebbe quasi perdere in paragoni con la cantautrice inglese Birdy. Non fraintendete nessun “copia/incolla” musicale ma è innegabile che il fiorire musicale di entrambe le artiste sia nato così, in giovane età, sotto il segno di un pianoforte e su ispirazione della stessa delicatezza, di uno stesso lirismo. Proprio questo “Songs Of Mountain Stream”, segna il secondo traguardo discografico dell’artista piemontese dopo l’ottimo debutto "Make Me a Picture Of The Sun".

 

Nonostante il giovane successo, Carlotta Sillano ha già un suo background musicale alle spalle, infatti proprio nel 2010, è riuscita persino a calcare il Teatro Ariston in occasione del premio Tenco, un omaggio importante ma anche e soprattutto una vetrina musicale. Ma cosa ci racconta questo nuovo lavoro? Beh, sicuramente una sintonia con quel che è natura, un qualcosa che si fonde ad un sound folk dalle tinte pop (soprattutto per la voce) creato su campionamenti naturali, violoncelli, organi clericali ed un quasi onnipresente pianoforte alternato a qualche sporadico synth. “Songs Of Mountain Stream” racchiude undici tracce nate lontano dello smog cittadino, concepite forse sulle sponde di un fiumiciattolo in mezzo ad un bosco, tra il susseguirsi del giorno e della notte, ed un pianoforte ben saldo alle radici di un albero. E’ un filo rosso a collegare tutte le tracce certo, ma è il mood o meglio l’umore di Carlot-ta a far variare elementi solari ad altri chiaroscuri: l’ispirazione e la pronuncia en français dell'affascinante "L'insinuant", movimentate spartiture per "Carl Holz", scandite da un vero metronomo naturale oppure le fanfare spadroneggianti di "White Fur", tutto guidato magistralmente da una polistrumentista che fa della sua voce uno strumento delicato, conscio delle proprie capacità e privo d’ostentazione.

 

"..There ain't no mountain high enough / Ain't no valley low enough / Ain't no river wide enough", cantava Marvin Gaye nel lontano 1967.. ed in questo caso risulta essere proprio il giusto augurio per il futuro di una giovane cantautrice che non passerà certo inosservata.





01 Basiliscus
02 Sunday Morning Bells are Ringin’
03 The Barn Owl
04 The Song of Mountain Stream
05 The River
06 Carl Holz
07 Cypressa
08 L’insinuant
09 Sick to the Heart
10 White Fur
11 Waldeinsamkei

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