Angelus Apatrida
Cabaret De La Guillotine

2018, Century Media Records
Thrash Metal

Cosa si ottiene se, dopo aver soffritto una buona base di NWOBHM in una paella Bay Area Thrash, si aggiunge un pizzico di Sepultura, Soilwork, Pantera e abbondanti Death Angel in uscita? Precisamente il sesto album degli Angelus Apatrida, "Cabaret De La Guillotine".
Recensione di Matteo Poli - Pubblicata in data: 13/05/18

Nessuno se ne abbia per la metafora culinaria, perché - in senso assolutamente positivo - gli spagnoli Angelus Apatrida sfornano (è più forte di noi...) dal 2008 un heavy metal che mescola senza problemi spunti dal thrash europeo (tedesco soprattutto) e americano (Bay Area, Death Angel su tutti), coglie più indietro dalla NWOBHM ma anche da soluzioni del metal anni '90 post Pantera. Certo, con tutte queste influenze così ben amalgamate, è difficile disegnare i confini della band, la loro personalità, anche per un album complessivamente riuscito come "Cabaret De La Guillotine".

 

Diciamo che la Spagna si avverte in una certo gusto per la vocalità schietta, mai sbrodolante melodia, ma sempre misurata del cantante, chitarrista e principale compositore della band di Albacete, Guillermo Izquierdo, che racconta delle difficoltà incontrate nell'incidere per la prima volta un album autoprodotto: «Le session di incisione erano molto dure, lunghe e tediose. È stata la prima volta in assoluto che abbiamo lavorato per i fatti nostri in un nostro studio. Daniel Cardoso - il produttore dei nostri precedenti lavori - ci ha aiutato molto, ha lavorato con noi per molto tempo; ci conosce perfettamente e conosce la nostra musica. Non abbiamo lavorato con qualcun altro perchè non abbiamo trovato nessuno migliore di lui». L'album è stato inciso tra il dicembre del 2017 e il febbraio del 2018 ad Albacete. Il produttore Cardoso si è poi occupato di mixering e mastering agli Ultrasound Studios 3.

 

Per la cover, gli Angelus Apatrida si sono rivolti ancora all'artista ungherese Gyula Havancsák (DestructionAnnihilator) - che aveva già realizzato per loro la copertina del precedente "Hidden Evolution" - il quale si è evidentemente ispirato a "Sharpen The Guillotine" uno dei brani più riusciti del platter, a cui seguono "Ministry Of God" e "Downfall Of The Nation". Di ispirazione più immediata, "One Of Us", "The Die Is Cast" tengono alta la tensione aprendo nei refrain senza mai però sfociare nel metal neomelodico che oggi molti ma non tutti apprezzano. Niente di innovativo, sia ben chiaro, ma appunto come si diceva sopra molte influenze sapientemente miscelate nel calderone di uno stile che ha poco a che fare con i millenials ma che non mancherà di piacere ai seguaci della vecchia guardia.

 

Plauso alla resa potente anche nelle parti più melodiche, e alla capacità di mantenere alto il tiro dall'inizio alla fine, anche in brani meno sparati come "Witching Hour" o "Farewell". La band ha inaugurato il tour europeo proprio questo mese e sarà on the road con gli Skeletal Remains per tutto l'anno: ghiotta occasione per gustarli in tutta la loro carica iberica.





01. Sharpen The Guillotine
02. Betrayed
03. Ministry Of God
04. The Hum
05. Downfall Of The Nation
06. One Of Us
07. The Die Is Cast
08. Witching Hour
09. Farewell
10. Martyrs Of Chicago

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